Cagliari, alta tensione nel centrosinistra: Matteo Massa non parla e Massimo Zedda rischia rotture tra i Progressisti

Niente assessorato o presidenza del Consiglio per il candidato più votato della lista: “È prematuro parlare”. Il sindaco, nonostante l’amicizia ultraventennale con Massa, lascia la patata bollente della nomina principale dell’Aula ai partiti. Risultato? Benucci presidente e in Giunta entra Maria Francesca Chiappe, non eletta. Zedda corre il rischio di qualche “trappolone” al momento di votare atti importanti, mentre dal centrodestra fioccano le critiche: “Maggioranza già divisa e che non sa proporre una squadra di governo”


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Amici ultraventennali, forse un po’ meno da ieri. E c’è chi giura che quel “forse” si può anche levare. Matteo Massa e Massimo Zedda si conoscono da una vita, almeno politicamente parlando. Già nel lontano 2006 si ritrova facilmente sui social un santino che li vede entrambi candidati circoscrizionali tra le fila dell’Ulivo. Poi la lunghissima esperienza in Sel e i più “moderni” Progressisti. Ma qualcosa, da ieri, si è rotto: sino a giovedì scorso, prima dell’incontro di Zedda con i cittadini in piazza Galilei, tutti sapevano che per Massa era sicuro o un assessorato o la presidenza del Consiglio. Poi, però, qualcosa è successo. Cosa? Il Pd, meglio, una parte dei dem, ha rivendicato la presidenza dell’Aula: “Marco Benucci è il più votato di tutto il centrosinistra. Caro Massimo, metti lui”. Ma Zedda, ieri pomeriggio, mentre passeggiava, a tratti nervosamente, per i corridoi di palazzo Bacaredda, durante la riunione che, anzichè durare cinque minuti è durata quasi due ore, si è lasciato sfuggire che “sono i partiti a dover decidere”. In effetti, la riunione era ristretta ai soli rappresentanti delle varie forze di centrosinistra. E si è arrivati, alla fine, alla situazione che ha visto il centrodestra votare per Benucci come la maggioranza, dopo una prima chiama in cui “mister preferenze” del centrosinistra non aveva ottenuto abbastanza voti. Ma la faccia di Matteo Massa ha detto tutto, sia prima sia dopo. “La politica non è sempre una questione di umanità”, osserva, oggi, a Casteddu Online, uno dei neo assessori della Giunta Zedda. Verissimo, solo che il mancato passaggio di Massa dai banchi della maggioranza a una delle sedie più alte del Comune ha creato mal di pancia tra più di un consigliere progressista.
Il mancato assessore (al suo posto vola in Giunta Maria Francesca Chiappe, non eletta) o presidente dell’Aula sceglie il “no comment”. Contattato, risponde via WhatsApp: “È prematuro per me rilasciare dichiarazioni”. Scontato pensare che la rabbia da smaltire sia ancora tanta. E che qualche “trappolone” potrebbe arrivare al momento di votazioni importanti non è certo un pensiero maligno, anzi. Alla fine, oltre a Marco Benucci, è entrata in Giunta Maria Francesca Chiappe, non eletta. E ieri, all’esordio del Zedda Ter, i volti sorridenti anche di tanti esponenti regionali di centrosinistra presenti in Aula hanno lasciato spazio a smorfie. In tutto questo gongola l’opposizione. Pierluigi Mannino di FdI è netto: “Entrambi i contendenti avevano le carte in regola per ricoprire il ruolo. Non ho apprezzato però il cinismo con cui è stata fatta la scelta, e sorvolo sulla poca sensibilità nei confronti di chi è dovuto restare in attesa per ore del verdetto”. Caustico Giuseppe Farris, che su Facebook ha pubblicato una vera e propria “telecronaca” della prima seduta: “Per le 17.00 è convocata la seduta di insediamento del Consiglio Comunale. Alle 16.30, mentre il meteo non fa sconti (30 gradi e oltre l’80% di umidità), mi stringo il nodo della cravatta e indosso la giacca. Alle 16.50 entro in Municipio, saluto un usciere anziano ed entro nell’ aula, insieme a Giuseppe Macciotta. Ci siamo solo noi due, oltre ai dipendenti del Consiglio che ci assistono a sbrigare le formalità di accreditamento. Prendo il MIO posto. Si, il MIO posto: ultima fila, al centro esatto, fronte allo scranno del Presidente del Consiglio. Quello che ho occupato nella consiliatura del 1998 e, poi, dopo il decennio in Giunta, in quella del 2011. Mi viene da pensare (non so perché) che, 26 anni fa, alla mia destra sedeva Nicki Grauso. Si avvicina un giornalista per la prima delle 4  interviste che rilascerò e mi domanda :’Farris, eletto con CiviCA 2024, un veterano dell’ aula, la prima volta a palazzo Bacaredda nel 1998. Che sensazioni prova?’ Verso le 17.10 entra il sindaco e a seguire la sua maggioranza. Sale nel suo banco, mi vede, scende immediatamente e si avvicina a salutarmi. Apprezzo il gesto semplice. Scambiamo qualche riflessione. Aperta, non di circostanza. Prima annotazione nel mio quaderno: ” Perché la destra è assente?” 17.40 circa: arriva Alessandra Zedda con la Sua coalizione. Pochi minuti ancora e, finalmente, dopo quasi un’ ora dalla convocazione, il Segretario Generale può fare l’appello. Seconda annotazione:” Non c’è un clima festoso. Nell’ aria si avverte tensione e nervosismo. Presenti Alessandra Todde e il rettore dell’ Università.” Si procede speditamente con la convalida degli eletti; il giuramento del sindaco; la presentazione della Giunta (terza annotazione nel mio quaderno:” Lo spessore della prima Giunta Zedda del 2011 era più elevato. Però mi piace questa modalità di assegnazione delle deleghe, con una narrazione che è pari a una dichiarazione programmatica,”) e surroga dei consiglieri nominati assessori. Quindi, il consigliere anziano che presiede la seduta, Marco Benucci , comunica che sospenderà i lavori “per 5 minuti. Mi devo incontrare con la mia maggioranza”. Altro appunto nel quaderno: “Grammatica politica. I fondamentali.” Dopo un’ora e 50 che trascorro in compagnia di ‘Le schegge’ di Bret Easton Ellis, i lavori riprendono. Prende la parola Alessandra Zedda per sottolineare la mancanza di rispetto (Altra annotazione: “Gli uni arrivano con 40 minuti di ritardo. Gli altri si assentano per quasi due ore. Rileggere la favola del bue e dell’ asino”). Intervengo e ricordo al buon Benucci che anche il presidente facente funzioni deve sentirsi il Ppresidente di tutto il Consiglio comunale; che un presidente non ha una maggioranza; che, non a caso, viene eletto, in prima battuta, con i 2/3 dei voti e che per poter esercitare il mio diritto di voto pretendo di sapere chi sono i candidati alla presidenza e alle due vice presidenze. Sinistra e destra fanno i nomi. Li voto tutti. Benucci alla prima votazione prende 22 voti. 2 in più rispetto alla maggioranza, 1 in meno rispetto al quorum. Fra le fila della destra è stato votato da un consigliere. Altra pausa dei lavori per consentire alla destra di incontrarsi con Benucci. Rientrano e lo votano anche loro ( penultima annotazione nel mio quaderno:” Vai a spiegare a un bambino delle elementari i comportamenti degli adulti”). Si scivola veloci per eleggere i 2 vice e la commissione elettorale. Alle 22.30 cala il sipario. Rientro a casa con un pensiero che mi appunto prima di cena: Ogni consiliatura viene partorita dal grembo della volontà elettorale. Poi cresce e come ogni figlia/o che si distacca dalla famiglia d’origine, assume una propria personalità. Speriamo bene”. Roberto Mura di Alleanza Sardegna: “La maggioranza di Massimo Zedda è già divisa! Ieri si è tenuto il primo Consiglio comunale dell’era Zedda e sinceramente nessuno si sarebbe mai aspettato un inizio così disastroso. Aalla prima occasione buona, rappresentata dall’elezione del presidente del Consiglio, la sinistra cagliaritana ha messo in scena uno spettacolo indecoroso. Chi presiedeva l’Aula ha chiesto 5 minuti di sospensione per permettere alla maggioranza di raggiungere un accordo. I cinque minuti sono diventi un’ora e mezza in totale disprezzo dei tanti cittadini e delle autorità presenti, a totale discapito del corretto funzionamento dell’Aula. Per i non addetti ai lavori: l’elezione del presidente del Consiglio dovrebbe essere una formalità, una maggioranza unita lo elegge con i suoi soli voti! Questo fatto è grave perchè non riguarda solamente gli equilibri interni di una maggioranza divisa alla prima uscita, ma soprattutto perché mostra l’incapacità dell’attuale maggioranza di proporre una squadra di governo che sappia dare risposte puntuali e giuste alla città: se è stata necessaria un’ora e mezza per una formalità come l’elezione del presidente del Consiglio, quanto tempo sarà necessario per dare risposte agli effettivi problemi della città?”.


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