Cagliari, addio a Gigi Riva: è morto a 79 anni il campione simbolo di tutta la Sardegna

Il bomber dello storico scudetto del 1970 è morto al Brotzu. I medici hanno tentato per oltre un’ora di salvarlo con un massaggio cardiaco. Tutta la Sardegna piange Rombo di tuono


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Addio a Gigi Riva. Lo storico bomber dello scudetto del 1970 è morto al Brotzu. Il personale del reparto di Cardiologia ha tentato per un’ora di salvarlo con un massaggio cardiaco. Ma non c’è stato nulla da fare. Il bomber è arrivato all’ospedale Brotzu di Cagliari intorno alle 3 del mattino, le sue condizioni sono apparse subito gravi, per una patologia alle coronarie. I sanitari l’hanno visitato e stabilizzato, e gli hanno proposto di sottoporsi a un intervento chirurgico di angioplastica dopo aver eseguito alle 10 del mattino una coronografia. Riva, secondo quanto riferisce il direttore sanitario del Brotzu di Cagliari Raimondo Pinna, ha rifiutato, dicendo di avere paura, di volerci pensare, e di volersi consultare con i familiari. Nonostante la situazione fosse apparsa subito grave, e nonostante a Gigi Riva fosse stato detto che poteva essere in pericolo di vita, il team di medici che ha preso in cura Gigi Riva all’ospedale Brotzu di Cagliari non si aspettava che morisse. La situazione è però precipitata rapidamente e all’improvviso, e a nulla è servito l’intervento di urgenza. “Gli ho spiegato che la situazione cortonografica era molto grave e che andava fatto un tentativo con l’angioplastica, ma nonostante tutti i tentativi fatti per convincerlo, lui era deciso di non farlo subito, per poterci ragionare sopra”, ha detto il direttore del reparto di Cardiologia, Marco Corda. “Nonostante la situazione delicata, non ci aspettavamo che la situazione potesse degenerare così rapidamente. Domattina gli avremmo proposto nuovamente l’intervento che aveva rifiutato oggi. Non potevamo assolutamente decidere di intervenire comunque, Gigi Riva è stato lucido fino alla fine. Mi ha ringraziato, e io gli ho detto: siamo noi che ringraziamo lei per tutto quello che ha regalato alla Sardegna”. Così il direttore della Cardiologia dell’ospedale Brotzu di Cagliari, Marco Corda. Alle 17.50 l’improvviso peggioramento, mentre con la moglie accanto si preparava a cenare. Inutile, purtroppo, la corsa in sala operatoria. Alle 19.10 il decesso.

 

 

Con la scomparsa di Gigi Riva sparisce un pezzo della città. Lo storico numero 11 rossoblù, che conquistò  a suon di gol lo storico scudetto del 1970, ha scritto una delle pagine più belle delle storia del capoluogo. Non bastarono nemmeno i soldi di Agnelli. Nulla riuscirà a strapparlo da quell’Isola che l’ha fatto diventare, uomo, campione e leggenda. Nato a Leggiuno, in provincia di Varese, il 7 novembre del 1944, Luigi Riva ebbe un’infanzia tristissima: perse prima il padre per un incidente sul lavoro e poi la madre per un tumore. Fu accudito dalla sorella maggiore Fausta e trascorse momenti di sofferenza in collegio. Le uniche gioie gliele diede il pallone. Si affermò subito come calciatore di talento. Aveva solo 19 anni quando arrivò a Cagliari. L’amore sbocciò pian piano a suon di gol. Con lui i rossoblù conquistarono per la prima volta nella storia la serie A. “Rombo di tuono”, come lo appellò Gianni Brera, quando ormai il numero 11 del Cagliari diventerà uno dei protagonisti del calcio italiano, su il protagonista di un clamoroso scudetto del 1970: un miracolo sportivo. Travolgente anche la carriera in azzurro: con 35 gol in gare ufficiali Riva è ancora oggi il capocannoniere della nazionale italiana. E solo gli infortuni freneranno la carriera del bomber, costretto al ritiro nel 1976. Tra Riva e la città il legame divenne indissolubile. E continuerà a vivere in città coi propri figli. “Gigi”, sardo per scelta, condivise i valori identitari e umani della Sardegna. Un grande campione. Esempio di lealtà sportiva, testimone del calcio di come il calcio giocato possa costituire une esempio dei valori che sono determinanti nel rendere un eccellente giocatore anche un grande uomo. Domani lutto cittadino a Cagliari. La città piange la scomparsa di Gigi Riva. “In questo momento sento un dolore profondo”, scrive il sindaco Paolo Truzzu, “non riesco a trattenere le lacrime, faccio fatica a esprimere pensieri e parole. Gigi Riva è stato un esempio, un modo di essere, un punto di riferimento.  Un uomo vero, unico e inimitabile. Alla famiglia va l’abbraccio infinito di Cagliari e della nostra Isola.  Addio Rombo di tuono e grazie di cuore per tutto.  Sarà indetto il lutto cittadino per stringerci tutti intorno alla nostra leggenda, ai figli Nicola e Mauro, alle nipoti e a tutta la sua famiglia”.


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