Cagliari, 40 contro 4 a Villanova: “Picchiati e presi a cinghiate da ragazzini terribili”

Prima il rimprovero in piazza Garibaldi, poi l’inseguimento e le botte nei vicoli di Villanova. Terrore nella tarda serata per un gruppo di giovani, ferita e sotto choc una donna. Ecco cosa è successo

Prima i rimproveri per i lanci di bottiglie in piazza Garibaldi. Poi l’inseguimento in via Tempio e le botte. Notte di terrore ieri sera nel rione cagliaritano di Villanova. Due coppie di giovani sono state aggredite da un gruppo di ragazzini (“molti dei quali minorenni”) e una ragazza di 26 anni, A. P., è stata travolta ed è ha riportato una ferita al ginocchio.

Tutto per un rimprovero. “Poco prima delle 22 col mio compagno e una coppia di amici stavamo mangiando una pizzetta in piazza Garibaldi davanti alla terrazza della scuola Riva”, racconta A. P., “quando un gruppo di ragazzini, secondo me sotto effetto di alcol o sostanze stupefacenti, ha iniziato a lanciare bottiglie e liquidi che ci stavano arrivando addosso e in modo civile gli abbiamo fatto gli abbiamo fatto notare che si stavano comportando male. Ma non l’hanno presa bene e così hanno iniziato a provocare”.

I quattro, per evitare guai, decidono di abbandonare piazza Garibaldi e tornare a casa. Ma i ragazzini avevano deciso a quel punto di passare ai fatti. “Ci hanno inseguito in via Tempio. In 40. Tutti i ragazzini, incattiviti e cinte alla mano”, racconta A. P. “hanno cercato di massacrarci di colpi, per fortuna il mio compagno e il mio amico sono due ragazzi di 90 chili e son riusciti a schivare molti colpi. Ma io sono stata travolta e sono caduta a terra e oggi sono zoppa. Il mio compagno oggi è stato male e ora si trova al pronto soccorso per accertamenti. Io e la mia amica non abbiamo dormito”, conclude, “siamo sconvolte”.

Secondo il racconto di A. P. solo dopo molte insistenze sono arrivate le volanti della polizia che hanno identificato in piazza Garibaldi 3 ragazzini di 14 anni. “Mi ha colpito molto il fatto che sembravano ragazzini di buona famiglia”, conclude la vittima, “noi adesso prendiamo tutti i referti e domattina andiamo in questura a denunciare”.


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