“Assumete più infermieri all’Oncologico, è dura dover attendere tutta la mattina per la terapia”

Marco S., 53 anni, ha viaggiato sin da Capoterra per accompagnare al Businco il suocero con un tumore al polmone: “Ha 83 anni, la terapia non era pronta e abbiamo passato qui tutta la mattina, guardando la televisione. Perché non aumentano il personale?”. GUARDATE la VIDEO INTERVISTA

La scoperta di un tumore al polmone scompiglia totalmente la vita, un anno fa, di un 83enne di Cagliari. E, come tante altre migliaia di sardi, anche per lui inizia il lungo e incerto “calvario” delle cure. Accanto a lui c’è il marito della figlia, Marco S., 53 anni. Anche per loro, l’iter è lo stesso: bigliettino col numero stretto tra le mani e, ogni tanto, un’occhiata al tabellone. E un’attesa che, comunque, appare estenuante: “Non avevano la terapia adatta, siamo arrivati alle otto e trenta e ce ne siamo andati solo alle dodici e trenta. Oggi, invece, sta già facendo la chemio. Aspettiamo guardando la televisione, almeno c’è quella”, osserva, un po’ sconsolato, il 53enne. “I medici sono gentili e cortesi, ma forse sono pochi. Siamo partiti alle sette, ci abbiamo messo quaranta minuti. Al nostro arrivo c’era già moltissima gente per l’accettazione, tutta in snervante attesa”. Difficile non credergli. Le carte mediche del suocero, tutte compilate ed ordinate dentro una cartelletta, presto finiranno sotto gli occhi di uno dei medici del reparto di day hospital del quinto piano del Businco.

 

“Una soluzione per snellire i tempi di attesa? Assumere più personale, più infermieri e garantire più stanze per i malati. Molto arrivano da fuori città”, osserva Marco. “Io, poi, per essere qui insieme a mio suocero ho dovuto chiedere una giornata di permesso al lavoro”.