Assemini, la sorella di Attilio Orrù: “Ditemi perché è morto 4 anni fa sulla Statale 130”

Il fratello, forse per evitare un’auto, si schianta in moto contro un palo il 26 maggio 2018. Da quel giorno solo lacrime per i parenti e nessuna certezza sulle cause dello schianto: “Non fateci morire senza conoscere la verità, è impossibile che nessuno abbia visto nulla”.

I fiori, sopra la sua bara nel cimitero di Decimomannu, sono sempre freschi e profumati. Li portano, a turno, papà Vincenzo, mamma Gabriella, la moglie Silvana, i due figli e le due sorelle, Patrizia e Roberta. È l’unico modo che hanno, oltre alle preghiere, per tenere vivo il ricordo del loro Attilio Orrù, morto in un incidente stradale il 26 maggio 2018. La moto che finisce fuori strada e l’impatto fatale contro un palo. Il sangue, i soccorsi purtroppo inutili, le prime verifiche e le indagini: “Che non hanno portato a nessun risultato concreto”. Roberta, una delle sorelle dell’autotrasportatore 53enne scomparso più di quattro anni fa, lo dice, lo urla e non lo bisbiglia: “Non fateci morire senza aver saputo la verità sulla fine del nostro Attilio. I suoi genitori stanno invecchiando, noi giorno dopo giorno ci stiamo sfibrando, ci stiamo abbattendo”. In quel maledetto pomeriggio, sulla Statale 130, Orrù avrebbe evitato una Fiat Punto che si trovava davanti a lui, per poi finire contro il palo. La famiglia si era rivolta a un avvocato: “Non si è mai arrivati a una verità, nessuno sa quanto possa centrare quella macchina con la morte di Attilio. Ma in pieno giorno”, dice, singhiozzando, Roberta, “è impossibile che nessuno abbia assistito alla dinamica dell’incidente. Non cerchiamo colpevoli, cerchiamo solo la verità. Attilio non c’è più e non riusciamo a darsi pace”.

Insieme alla sorella Patrizia e ai genitori, Roberta Orrù vuole lanciare un nuovo appello: “Questo e un accorato appello. Attilio Orrù è deceduto il 26 maggio del 2018 al semaforo di Assemini all’altezza del Babilonia in un incidente di moto. Cerchiamo in particolare quel ragazzo che al nostro arrivo sul luogo dell’incidente stava seduto nella panchina della piazzetta Sant’Andrea in compagnia della ragazza e ha assistito al tragico fatto, e tra l’altro conosceva nostro fratello. Sappiamo che quattro anni sono lunghi e che la vita va avanti,ma quando si perde una persona cara e come se fosse ieri soprattutto quando non hai risposte concrete.Vorremmo ricostruire i suoi ultimi istanti, ci servirà per dare sollievo alle nostre anime. Chiunque si ricordasse di quel giorno si faccia avanti, contattandoci al +393713302315. Aiutateci a darci un po’ di pace”.


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