“Assemini è una città al collasso, intervenite subito per salvarla”

L’appello del comitato ViviAssemini

Bisogna reagire alla crisi. Questo l’appello di oggi del comitato ViviAssemini, attraverso il portavoce Massimiliano Carboni: “È questa la sintesi della richiesta che ho trasmesso questa mattina in una lettera aperta indirizzata all’assessore allo sviluppo economico, Diego Corrias. Oggi viviamo i drammi degli errori del passato. Per uscire dal collasso economico non basta la scelta dei partiti di dichiarare la povertà illegale. Ci vuole sinergia, azione strategica, un progetto. Perciò abbiamo chiesto all’assessore di spiegare ai cittadini quale percorso stia seguendo per rilanciare la Città.

Riteniamo che le città siano luoghi in cui emergono problemi, ma anche dove possono trovarsi soluzioni. Spetta a tutti contribuire alla crescita, ma la politica deve governare gli effetti dei cambiamenti; dell’instabilità economica; dell’allentamento dei rapporti tra crescita economica, occupazione e progresso sociale. Siamo consapevoli dei limiti di un Comune, ma pensiamo che sia necessario individuare spazi di manovra, partendo dalla valorizzazione delle diversità per affiancare a quella globale una economia locale sostenibile. Ciò deve avvenire radicando nel tessuto economico asseminese competenze e risorse. Le diversità socioeconomiche, culturali e generazionali vanno messe a sistema, capitalizzate in ragione del loro potenziale. Bisogna lavorare per superare gli opprimenti ritardi strutturali. È necessario passare dal sentimento alla coscienza identitaria, affinché la nostra sardità possa essere in grado di esprimere valore aggiunto. Dobbiamo combattere la pericolosa standardizzazione, attivandoci con azioni logiche che facciano conoscere Assemini e le sue risorse per stimolare la domanda e per attrarre investimenti.

 

Assemini è in una fase di sostanziale stallo economico con pesanti ripercussione socioculturali e ambientali. In passato, non si è dato importanza ai segni di indebolimento della sua struttura socioeconomica; all’affievolimento delle sue capacità generative ed attrattive. Non sono stati anticipate e non sono stati predisposte azioni adeguate per affrontare i cambiamenti richiesti dal contesto globale di “competizione territoriale”, causando una caduta del livello delle aziende in esercizio. Fatti che non hanno registrato nemmeno da parte degli operatori adeguata capacità reattiva. Nelle ultime consiliature è passata in secondo piano l’urgenza di rafforzare la base economica e l’esigenza di spronare l’innovazione per rispondere alle crescenti e mutevoli esigenze socioeconomiche. Ora, con la crisi, questi gravi errori si sono accentuati e con essi i drammi che viviamo.  


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