Ard Film 2024 a Cagliari, domani gran finale del festival del cinema arabo e palestinese

Sabato 24 febbraio, dopo 4 giornate dense di incontri con registi, presentazioni di attori, proiezioni di film e documentari, il Festival dedicato alla cultura e la cinema arabo e palestinese si abbia verso il gran finale. L’ingresso è libero e gratuito e non è necessario prenotare


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Ultima serata al Teatro Massimo di Cagliari per la XX edizione di Al Ard Film Festival. Sabato 24 febbraio, dopo 4 giornate dense di incontri con registi, presentazioni di attori, proiezioni di film e documentari, il Festival dedicato alla cultura e la cinema arabo e palestinese si abbia verso il gran finale.
Si inizia la mattina, dalle ore 8.30, con una retrospettiva cinematografica che presenta tre film del XX secolo, girati a Gaza: un cortometraggio dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, Scenes of the Occupation from Gaza (Mustafa Abu Ali, 1973), spezzoni tratti dal documentario Gaza Ghetto (PeÅ Holmquist, Joan Mandell e Pierre Björklund, 1985) e clip tratte dal lungometraggio di finzione Tale of the Three Jewels (Michel Khleifi, 1995). L’evento si propone di riflettere sulla ricca storia nella Striscia di Gaza: dalla resistenza agli occupanti coloniali. Dopo la proiezione, ci sarà una tavola rotonda con diversi relatori che discuteranno criticamente sul ruolo, sulla capacità e sui limiti del cinema nella costruzione dell’identità e sulla risposta alla crisi e al genocidio a Gaza.

Subito dopo la presentazione del libro “Università e Militarizzazione” di Michele Lancione, professore ordinario di Geografia Politico-Economica al Politecnico di Torino. In Europa e in occidente la sfera civile e quella militare sono sempre più interconnesse in un processo coinvolge anche le università, che forniscono sempre più servizi al cosiddetto settore “della sicurezza”. In questo saggio Michele Lancione offre una guida per affrontare una semplice domanda: qual è il problema del rapporto tra Università e Militarizzazione, e come possiamo indagarlo ed eventualmente contrastarlo? A partire da una profonda conoscenza del sistema statunitense ed europeo e grazie alle sue esperienze nel Regno Unito, in Australia e in Italia, l’autore ci illustra diversi casi emblematici raccontando anche di pratiche di resistenza volte a combattere la convergenza tra il mondo accademico e quello militare.

Si riprende nel pomeriggio, sempre al Teatro Massimo, dalle ore 16: Hanaa Mahamid, giornalista palestinese con sede a Gerusalemme, tra i membri della giuria di esperti e tra gli ospiti internazionali della ventesima edizione di Al Ard Film Festival, presenta il suo ultimo documentario fuori concorso sulle alture del Golan “Syrians in a Shattered Heaven”. In un luogo singolare, ai piedi del monte al-Sheikh, la popolazione vive aggrappata alla propria identità, alla propria terra e al proprio patrimonio culturale. Questo documentario esplora il tenace attaccamento dei siriani all’appartenenza nazionale, la lotta contro l’occupazione e il legame con la madrepatria nonostante la separazione territoriale forzata. Il film narra la storia del Golan, occupato dagli israeliani dal 1967, e dei tentativi di assimilazione degli abitanti autoctoni nella società israeliana che comportano la soppressione dell’identità locale. Una storia di resistenza che continua tutt’oggi e che continuerà fino al ritorno della sovranità nazionale.

Dalle 17.30 le premiazioni dei film in concorso. Quest’anno quattro sono i premi che verranno assegnati dalla giuria (formata oltre che dalla giornalista palestinese anche dal regista Mohamed Al-Atar, regista e direttore artistico del Festival Life After Oil Massimiliano Mazzotta, dal regista Marco Pasquini, e dalla co-direttrice artistica di Al Ard Film Festival Anna Maria Brancato): il premio al miglior documentario lungo; quello al miglior documentario corto e il premio per la miglior fiction. Come ogni anno, i presenti avranno la possibilità di scegliere il film che si aggiudicherà il premio del pubblico, tramite votazione in sala.

Al Ard Film Festival 2024 si conclude con il concerto del duo Gazelleband, formato da Reem Anbar, una suonatrice di oud palestinese che vive in Inghilterra dopo essere emigrata da Gaza, e Louis Brehony, che si dedica allo studio della musica palestinese della diaspora da circa dieci anni.

L’ingresso è libero e gratuito e non è necessario prenotare.

Qui il programma completo del Festival: https://xx.alardfilmfestival.com/programma/