Agricoltura, 90 mila pratiche arretrate di Argea: “Serve una task force”

Il presidente della Commissione Autonomia e Riforme, Pierluigi Saiu:“Si tratta di una situazione di emergenza che richiede un intervento immediato: non possiamo rischiare di perdere i contributi. La task force può essere uno strumento utile per risolvere l’arretrato delle domande in agricoltura. Dietro quelle pratiche ci sono aziende, allevatori, agricoltori e pescatori sardi che non possono più attendere”

Per evadere le circa 90mila pratiche arretrate di Argea è necessario risolvere il problema della piattaforma informatica che, secondo i sindacati, ha creato molti problemi e ha rallentato l’attività delle istruttorie. Non bisogna far ricadere le responsabilità sui dipendenti, ma metterli nelle condizioni di lavorare con maggiore celerità, e, soprattutto, non si possono creare disparità di trattamento economico tra lavoratori che svolgono gli stessi compiti. Ne sono convinte le organizzazioni sindacali, sentite oggi in audizione dalla commissione Autonomia e Riforme, presieduta da Pierluigi Saiu (Lega), che ha avviato l’esame della Proposta di legge n. 79 (Mula e più) “Norme in materia di personale volte all’accelerazione e semplificazione dei procedimenti amministrativi”.

Il testo contiene due articoli, che riguardano due provvedimenti stralciati dall’ultima Variazione di bilancio, approvata dal Consiglio regionale: la costituzione della task force per evadere le pratiche arretrate di Argea e l’Interpretazione autentica dell’articolo 29, comma 1, della legge regionale n. 31 del 1998 (Dirigenti esterni).

L’articolo 1 prevede “la costituzione di una task force, presso l’agenzia Argea, la quale si può avvalere della collaborazione delle Agenzie Laore e Agris, che per un periodo di dodici  mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, svolga le attività istruttorie e invii per i conseguenti pagamenti gli elenchi dei beneficiari con i rispettivi importi all’organismo pagatore”. Il testo prevede, inoltre, un incentivo economico per il personale addetto alla task force e una dotazione finanziaria di 2,7 milioni di euro. “Si tratta di una situazione di emergenza che richiede un intervento immediato: non possiamo rischiare di perdere i contributi. La task force – ha affermato il presidente Saiu –  può essere uno strumento utile per risolvere l’arretrato delle domande in agricoltura. Dietro quelle pratiche ci sono aziende, allevatori, agricoltori e pescatori sardi che non possono più attendere. La Prima commissione, dopo lo stralcio della norma dalla Variazione di bilancio, si è messo subito al lavoro. Contiamo di chiudere rapidamente il provvedimento anche grazie al contributo delle commissioni Agricoltura e Bilancio così da dare risposta, nel più breve tempo possibile, alle esigenze degli imprenditori del settore primario. Il modello a cui pensiamo – ha concluso Saiu – è diretto a semplificare e ridurre i tempi delle istruttorie senza creare disparità di trattamento all’interno del sistema Regione”.

In Commissione sono intervenuti i rappresentanti di Cgil-Fp, Cisl-Fps, Uil-Fpl, Sdirs, Fedro, Ugl, Siad e la Federazione dell’Ordine dei dottori agronomi della Sardegna (Odaf Sardegna). Tra le criticità portate all’attenzione della Commissione quella di avviare una riforma complessiva del settore agricolo e la stagione concorsuale, inserire le pratiche legate alla pesca tra quelle che dovranno essere evase dalla task force, ma anche aggiungere un ulteriore articolo per sanare situazioni pregresse come quella che riguarda i dipendenti ex Esaf . E’ stato, inoltre, fatto presente che sarebbe più opportuno utilizzare la Legge regionale n. 31 del 1998 “Disciplina del personale regionale e dell’organizzazione degli uffici della Regione”. Durante la seduta è stato, anche, posto l’accento sul fatto che si accusano i dipendenti di Argea dei ritardi, senza evidenziare che gli arretrati sono dovuti a difficoltà oggettive legate alla piattaforma informatica, a pratiche doppie o incomplete e, quindi, ferme in attesa di documentazione mancante. E’ necessario valorizzare il personale, hanno ribadito i sindacati, prevedere concorsi interni e assunzioni per coprire i posti vacanti lasciati dai lavoratori andati in pensione. I rappresentanti della Federazione Odaf Sardegna hanno proposto, inoltre, per abbreviare i tempi, il ricorso a tecnici esterni creando una lista di liberi professionisti da cui attingere con affidamenti diretti e a rotazione, come già fatto per il Por 2000-2006. In Commissione era presente anche l’assessora regionale dell’Agricoltura, Gabriella Murgia, la quale ha condiviso la necessità di non creare disparità tra i lavoratori, ma ha anche sottolineato l’urgenza di pagare quanto dovuto agli agricoltori che aspettano da quasi quattro anni. Murgia ha evidenziato che si tratta di un problema sociale. L’assessore ha spiegato che Argea ha una carenza di organico di 128 unità e si è detta d’accordo sulla necessità di valorizzare il personale regionale, avviando anche i concorsi interni.

Sul tema sono intervenuti, il presidente della commissione Attività Produttive, Piero Maieli, i consiglieri Giorgio Oppi (Udc Cambiamo!), Massimo Zedda (Progressisti), Roberto Deriu (Pd), Roberto Li Gioi (M5S) e Francesco Agus (capogruppo Progressisti). Oppi ha chiesto di avere i dati aggiornati delle pratiche arretrate perché, secondo le informazioni in suo possesso, da verificare con la struttura di Argea, non sarebbero 90mila, ma 45mila per via del conteggio di pratiche doppie. Il consigliere di maggioranza ha sottolineato l’urgenza di evadere le pratiche, senza creare disparità di trattamento tra i dipendenti regionali e ha reso noto che l’Agenzia Laore è pronta a prendere in carico la gestione di 20mila domande. Zedda, invece, ha proposto di separare i due argomenti presenti nella proposta di legge, per affrontare con urgenza la situazione di Argea, cercando una soluzione ai problemi dovuti al sistema informatico. Anche per Deriu sarebbe più rapido trattare i due argomenti in proposte di legge differenti, proposta condivisa anche da Roberto Li Gioi (M5S).

Le organizzazioni sindacali si sono, poi, espresse sull’articolo 2 della Proposta di legge 79, che prevede un’interpretazione autentica dell’articolo 29, comma 1, della legge regionale n. 31 del 1998 sui criteri di nomina dei dirigenti esterni. I sindacati hanno auspicato una modifica della legge regionale, più che un’interpretazione autentica. Tra le posizioni emerse anche quella di riformare la dirigenza e il rischio di adottare scelte incongrue e inopportune. Il rappresentante di Fedro ha, invece, affermato di non trovare scandalosa la scelta di utilizzare un’interpretazione autentica se può servire a far arrivare in Regione persone preparate.

Sul tema sono intervenuti i consiglieri Roberto Deriu (Pd), Francesco Agus (capogruppo Progressisti) e Roberto Li Gioi (M5S). Massimo Zedda (Progressisti), ha, poi, proposto la revoca, in autotutela, delle nomine effettuate dalla Giunta e ha suggerito di stralciare l’articolo 2 dalla proposta di legge 79.

Il presidente Saiu ha aggiornato la seduta della commissione a giovedì alle 10.


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