Addio a “Otto”, Cagliari piange l’artista Antonello Ottonello

L’annuncio è dell’assessora comunale alla Cultura Maria Dolores Picciau: “Col sindaco Paolo Truzzu , nonostante Otto stesse male, avevamo pensato di regalargli un momento di gioia, ricordando la sua opera e il suo percorso artistico. Cagliari senza di lui ora è più vuota”.

“Se n’è andato l’artista Antonello Ottonello”. L’annuncio è dell’assessora comunale alla Cultura Maria Dolores Picciau. “Lo avevo sentito il mese scorso in occasione della presentazione della donazione che aveva fatto ai Musei Civici. Col sindaco Paolo Truzzu , nonostante Otto stesse male, avevamo pensato di regalargli un momento di gioia, ricordando la sua opera e il suo percorso artistico. Cagliari senza di lui  ora è più vuota”.
Antonello Ottonello è nato a Cagliari il 13 giugno 1948. Dopo aver frequentato il Liceo Artistico di Cagliari si è diplomato nel 1974 all’Accademia di Belle Arti di Roma. Le sue prime esperienze lavorative si sono svolte nel mondo del teatro, come scenografo, costumista e attore della compagnia di Mario Ricci. Negli stessi anni intraprende il suo percorso artistico che risente fortemente delle esperienze teatrali. Gli elementi principali delle prime opere sono le stesse tarlatane usate per le scenografie, talvolta di proporzioni gigantesche, a riecheggiare sipari, e intrise di colori accesi.
Rientra in Sardegna nei primi anni ’80. Nel 1989 la Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, in occasione della riapertura a seguito dei lavori di ristrutturazione, dedica all’artista una personale delle sue Tarlatane. Lo stesso anno partecipa alla collettiva di grafica presso l’Hotel de Ville di Strasburgo, La memoire et les images.
Nel 1992 Ottonello partecipa all’Expo di Siviglia, nell’ambito di Cerdeña Isla de Colores, con un opera ispirata al mondo minerario, cui sarà dedicata, nel 1993, la personale Ingurtosu. Da quel mondo attinge materiali (carbone, minerali, pietre) e suggestioni (gli edifici dell’archeologia industriale) che si traducono in opere di grande forza espressiva.

Negli ultimi anni, la ricerca materica unita alla riflessione ecologista lo hanno portato a utilizzare (e, letteralmente, a ricercare) elementi espressivi della terra in cui vive, i colori naturali, le piante ma anche la sabbia, le polveri o gli scarti di miniera. Le tinte utilizzate contengono solo pigmenti naturali e le sue opere riflettono la preoccupazione per il rapido mutamento climatico, per la progressiva e inesorabile desertificazione. E allora dalle spaccature della terra emergono piante cactacee, le cui spine trafiggono la juta, in cuscini su cui nessuno potrà dormire, o riuniscono lembi di tele strappate. Nel 2004 Antonello Ottonello è stato protagonista di una personale al Teatro Lirico di Cagliari.


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