A Cagliari benzina come l’oro, gestori disperati: “Aumenta di un centesimo al giorno, stiamo perdendo tanti clienti”

L’automobile? Per molti cagliaritani non è più una priorità. Con il prezzo della benzina alle stelle aumenta l’esercito di chi si tiene distante dai distributori di benzina. E i rivenditori hanno le casse semivuote. Andrea Grosso: “Prezzi più alti rispetto al pre-lockdown per Covid, ho 4 dipendenti e spero di non licenziarne nemmeno uno”. Massimo Argiolas: “Si stava meglio durante il lockdown, la gente usa meno l’auto. Dovremmo scioperare ma non siamo tutti uniti: se il mio collega lavora devo lavorare anch’io, non vivo di aria”

La benzina a 1,73, il gasolio a 1,57 al litro. Prezzi da infarto per fare il pieno all’automobile, a Cagliari. Il capoluogo sardo purtroppo non fa eccezione rispetto ai maxi aumenti registrati in tutta Italia e denunciati dal Codacons. Con la particolarità, però, che i clienti stanno diminuendo al pari degli aumenti: giorno dopo giorno, un centesimo in più per il greggio e una manciata di automobilisti in meno alle pompe di benzina. Col risultato che i gestori dei distributori hanno le casse, ormai, semivuote. Roba da rimpiangere i mesi di lockdown, quando i prezzi al servito o al fai da te erano scesi, e di molto. Ora, invece, si rischia di mandare gambe all’aria un intero settore. E vedere, in parallelo, le strade sempre più libere dalle macchine: “Aumenti quotidiani, centesimo dopo centesimo. Se uno si serve da solo paga 1,579 euro al litro per il gasolio e 1,719 per la verde”, spiega Andrea Grosso, storico benzinaio di via Bacaredda: “Sì, siamo lontani dai tempi del lockdown ma ci stiamo allontanando anche dal pre-lockdown, l’aumento c’è ed è di almeno sei centesimi”. Grosso allarga le braccia: “Non decido i prezzi, me li impone la società petrolifera, tutti gli impianti del mio marchio sono allineati. Il calo degli affari è iniziato a settembre, ho 4 dipendenti e spero di non dover licenziare nessuno. A ottobre, inoltre, la situazione è peggiorata”, cioè c’è stato un ulteriore calo degli affari: “Scioperare? Non spetta a noi, dovevamo farlo prima. Ora è stato stretto l’accordo con i gestori, è inutile. Dovevamo rivedere prima i contratti, prendo 3 centesimi al litro, diventano 4 con il servito. C’è un braccio di ferro tra produttori e rivenditori, nel mezzo c’è la transizione ecologica e ambientale legata all’energia elettrica. L’aumento della benzina? È la risposta a questa transizione”.
Altro benzinaio, altra zona di Cagliari. Massimo Argiolas, piazza Repubblica: “Nell’ultima settimana la benzina è aumentata tutti i giorni, era meglio nel periodo del lockdown. Da qualche parte dovranno tirare fuori i soldi per i vaccini”, dice, ironicamente, Argiolas. “Benzina, luce e gas li usiamo tutti. La gente sta usando sempre meno l’auto, io avuto un calo degli incassi e la gente si lamenta per i prezzi sempre più alti”, dice. “Ora la benzina è a 1,73 euro al litro, durante il lockdown era a 1,65. Il prezzo lo fanno le aziende dopo aver preso la benzina dalla raffineria, posso decidere ben poco. Potremmo fare tutti sciopero ma la nostra categoria non è unita. Non posso fermarmi io e vedere i miei colleghi che lavorano, non posso certo mangiare aria”. Insomma, non rimane altro da fare che il segno della croce: “Sarà una mazzata per tutti. Anzi, lo è già”.


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