Zona franca,sì del consiglio regionale. Ma sarà vero paradiso fiscale?

Cappellacci esulta, il centrosinistra si astiene: ok del consiglio regionale alla proposta di legge sulla zona franca integrale. Ma la polemica resta aperta insieme ai dubbi


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Approvata la proposta di legge nazionale per istituire la zona franca integrale. Con 41 sì e 26 astenuti, dell’opposizione, il Consiglio regionale, che fino all’ultimo ha tentato senza riuscirci di trovare un accordo che permettesse di tenere una posizione unitaria, ha dato il via libera al documento. Con la proposta di legge, che dovrà ora essere approvata in lettura unica dal Parlamento, la Sardegna chiede l’autonomia fiscale per poter decidere l’importo dei tributi come l’Iva, Irap, Irpef e accise.

“Quello compiuto oggi – afferma il governatore Ugo Cappellacci – è un ulteriore passo in avanti verso la zona franca integrale: un obiettivo che dovrebbe appartenere a tutti i sardi senza distinzione di fazione, categoria o campanile”. “La Zona franca la pagano i sardi – scrivono in una nota gli esponenti di Sel – ma è lo Stato italiano a gestirla. L’atteggiamento ottuso e miope della maggioranza in Consiglio regionale ha prodotto questa sintesi. La legge, approvata, con il Consiglio spaccato a metà, non produrrà effetti. E non si capisce perché si è voluto procedere a testa bassa, senza rispettare gli accordi faticosamente raggiunti in Commissione. Ancora una volta, la debolezza della proposta fornirà un alibi allo Stato per rigettarla. Sinistra ecologia libertà può condividere e sostenere solo una Zona Franca utile a restituire speranza e respiro alla Sardegna e al popolo sardo. Ma, come è noto, la domanda che abbiamo posto con insistenza ‘Chi pagherà?’, oggi ha trovato finalmente risposta. Non quella che avremmo voluto. La nostra astensione è frutto di queste valutazioni e chiediamo che la competente Commissione parlamentare si esprima subito sulla applicabilità di questa legge, che con ogni evidenza rischia di essere e restare solamente uno spot elettorale.”

 

Grazie a un emendamento di Paolo Maninchedda, del Partito dei Sardi, la Regione rovescia l’attuale situazione: come già accade in Friuli, la Sardegna incasserà direttamente i tributi e verserà la parte di competenza allo Stato, mentre attualmente è lo Stato che incassa e dovrebbe versare la quota dovuta alla Regione. Critico Giampaolo Diana, capogruppo del Pd in Consiglio regionale. ” Il Pd  – spiega – si è astenuto per evitare strumentalizzazioni, noi con la maggioranza l’accordo l’avevamo trovato mentre Cappellacci l’ha rovesciato stracciando gli emendamenti concordati in commissione. Per responsabilità di Cappellacci una cosa seria che avrebbe dovuto rispondere alle attese e ai bisogno dei sardi è stata trasformata in uno strumento da agitare in campagna elettorale, agendo sulla disperazione della gente”. Soddisfatto, invece,  per l’approvazione della legge il presidente della commissione Autonomia, Ignazio Artizzu del Pdl.  La legge – ha affermato – ha dei pregi, e ha dei limiti. Non è una legge perfetta ma oggi abbiamo finalmente una legge sulla zona franca. Si tratta di un traguardo storico, una legge che può cambiare le sorti della Sardegna”.


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