Zona franca a Cagliari, la beffa: nel sito del Cacip è già operativa

Secondo il sito istituzionale del Consorzio industriale della Provincia di Cagliari il regime doganale agevolato per le imprese che operano fuori dai confini dell’UE sarebbe già operante. Scifo (Movimento Zona Franca): “L’Agenzia delle Entrate e quella delle Dogane spieghino agli imprenditori sardi e a quelli stranieri perché per anni le agevolazioni doganali sono state negate”

In attesa di qualche novità dalla Cagliari Free Zone (l’assemblea e il consiglio di amministrazione ieri si sono svolti con un nulla di fatto) prosegue il dibattito sulla Zona Franca nel porto di Cagliari, potenzialmente operativa già dal dicembre 2013 (data del Piano Operativo) ma finora mai attivata. Ieri il vicepresidente del Movimento Zona Franca Francesco Scifo ha notato sulla sua pagina Facebook che il sito istituzionale del Cacip, il Consorzio industriale provinciale di Cagliari socio per il 50% della Cagliari Free Zone, indica chiaramente l’attuale vigenza della zona franca doganale di Cagliari, “istituita secondo le disposizioni dei regolamenti CEE n. 2913/1992 (Consiglio) e n. 2454/1993 (Commissione). In virtù di tale normativa – si legge sulla pagina “Come operiamo” del sito del Cacip – la zona franca doganale di Cagliari rappresenta un’area, separata dal territorio doganale della Comunità, in cui le merci non comunitarie sono considerate, per l’applicazione dei dazi all’importazione, come merci non situate nel territorio doganale UE a condizione che vengano riesportate in paesi extra UE; tali dazi all’importazione vengono normalmente riscossi se le stesse merci vengono immesse in libera pratica nel territorio doganale comunitario”.

Insomma, la pagina del Cacip che elenca per fion e per segno i benefici del regime di zona franca doganale per gli imprenditori sardi e stranieri è l’ennesima prova dell’enorme confusione che esiste attualmente in Sardegna sulla regolamentazione di questa opportunità, utilizzata viceversa in altre parti d’Italia. Ed è anche la prova della scarsissima capacità di dialogo tra i soggetti istituzionali che invece dovrebbero unirsi e creare sinergie per risolvere gli enormi problemi della Sardegna e creare nuovi posti di lavoro.

«L’agenzia delle Dogane e quella delle Entrate – scrive l’avvocato Scifo – spieghino a tutti gli operatori economici, sardi e foresti, perché hanno fatto perdere loro l’opportunità indicata in questa pagina, dove da anni si indica la zona franca di Cagliari come vigente e operante, negando la possibilità di fruire dei benefici del relativo regime doganale a chi li ha chiesti».

Intanto oggi il Movimento Zona Franca, che da settimane chiede un confronto pubblico con l’Agenzia delle Entrate per provare a chiarire questi temi davanti all’opinione pubblica, terrà a Serrenti l’ennesimo incontro sul territorio per sensibilizzare le aziende alle tematiche della zona franca e per dare un supporto logistico agli imprenditori che intendono inviare all’Agenzia  delle Entrate la documentazione (Dichiarazione d’intenti e interpello) per chiedere essere esentati dal pagamento dell’Iva sulle proprie operazioni fiscali in territorio sardo.


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