ZeddaPiras, l’amaro del centrosinistra che blocca la ricandidatura

Soru a Zedda: “Prendi al più presto la tessera del Pd”. Per farlo il sindaco deve rinnegare Sel e soprattutto il nuovo gruppo al quale ha aderito Michele Piras

Renato Soru lo ha detto in maniera molto chiara: sarebbe meglio, molto meglio che Massimo Zedda prendesse in fretta la tessera del Pd. E le cronache parlano di un sindaco nervosissimo in queste ore, dove nel centrosinistra va in scena una piccola resa dei conti. Il Pd ha ragione: per ricandidare Zedda a sindaco, non può rischiare che il suo leader diventi senatore e capo della nuova Città Metropolitana con idee diverse dal partito. Zedda è di fronte a un ultimatum: deve rinnegare al più presto in maniera pubblica le idee di Michele Piras, il sempre più discusso deputato di Sel che ha dato vita insieme ad altri colleghi al gruppo parlamentare “Sinistra italiana”. Un nome non fantasioso, ma con idee precise: contro il Pd a livello nazionale, dove addirittura “Si” non esclude di appoggiare il Movimento 5 Stelle nel ballottaggio a Roma e ha detto no alla conferma di Fassino a Torino. “Si” è contro la riforma del Senato voluta da Renzi, come potrebbe il Pd candidare a sindaco un Zedda non allineato? E ancora: tutto nasce dal fatto che Sel si è praticamente disintegrata, prima di tutto a livello nazionale. Oggi in un’intervista all’Unione Sarda Luciano Uras ha chiarito genericamente che “Sel starà nel centrosinistra”, ma il Pd vuole estrema chiarezza. E il sindaco, secondo quanto scritto da Pietro Picciau (uno dei migliori cronisti della storia di Cagliari) considerebbe inopportuna e tutt’altro che urgente l’ipotesi di entrare nel Pd. Comunque vada, Zedda rischia: se dovesse entrare davvero nel Pd, rinnegherebbe gli amici di via Puccini, alcuni dei quali lavorano con chiamata diretta in Comune e in Regione. Se scegliesse Sinistra Italiana, il Pd potrebbe fare le primarie e candidare Piero Comandini. Se scegliesse di stare nel guado confuso nazionale di Sel, diventerebbe l’unico colpevole in caso di sconfitta al ballottaggio contro Piergiorgio Massidda. Insomma, il suo ingresso nel Pd non sorprenderebbe i bookmakers. Per Zedda è la via più semplice, forse l’unica. Ma Zedda è di Sel, quindi cosa fa?

Sta di fatto che Zedda non è stato ancora ricandidato a sindaco dal Pd. Il rebus si potrebbe risolvere con un netto distacco di Zedda da Michele Piras, che dopo il flop di Serdiana (quando nella convention da lui organizzata per #Cisiamo arrivò Pippo Civati a dire che “o Zedda molla il Pd o non lo ricandidiamo”) continua ad essere (per giunta involontariamente) un ostacolo per il sindaco di Cagliari. L’aspetto strano è che Piras non dovrebbe avere alcun peso nella politica cagliaritana, ma le sue iniziative hanno messo in chiara difficoltà Zedda due volte in pochi mesi. Un Piras sempre più trasformista, che dopo avere cambiato diversi partiti in otto anni, ora aderisce a un gruppo che addirittura non esclude alleanze con Grillo, più volte criticato aspramente da lui e dai suoi sostenitori sui social network. Contesta Renzi, ma sostiene Pigliaru, contesta il governo del Pd con Renzi ma di fatto ha appoggiato (con qualche critica) quello di Pigliaru. Contesta il Pd ma anche grazie ai voti del Pd (in liste bloccate e senza preferenze, nella coalizione Pd-Sel) fu eletto deputato.

Una politica nel centrosinistra sempre più confusa, una tenaglia che incastra Zedda. Con una conseguenza: i cittadini assistono ancora una volta al balletto dei partiti, che riguarda poltrone importanti, oltre al Municipio Senato e Città Metropolitana. E si rendono conto che una candidatura a sindaco, per uno come Zedda che ha lavorato bene, è legata non al bene della città ma agli equilibri politici. Non stupiamoci allora del fatto che i grillini escano vincitori da questo weekend elettorale, incassando anche il sostegno del comitato degli abitanti della Marina. Il caos nel centrosinistra rischia di avvantaggiare sia loro che Massidda, che dai partiti è uscito proprio per dimostrare alla gente quali siano le beghe. Strano è anche il silenzio di Zedda: è così dificile spiegare ai cagliaritani di quale partito fa parte?