Parte il dopo Zedda, Cagliari verso il voto: via al “toto sindaco”

Elezioni subito o tra un anno: braccio di ferro tra Pd e Campo Progressista. Tutti i nomi in ballo per la corsa a palazzo Bacaredda. E anche il Psd’Az, forte del successo alle regionali, potrebbe indicare un candidato alternativo a quello Forza Italia

E ora quando si vota? Il dopo Zedda è già partito. Questo è sicuro. Quel che è incerto ora è quando arriverà il nuovo sindaco. Le strade sono due: se il primo cittadino cagliaritano si dimette subito si va al voto il 26 maggio in coincidenza con le europee o qualche settimana dopo (entro il 16 giugno), se invece Zedda non comunica la propria decisione e attende la decadenza, la consiliatura potrebbe andare avanti fino al 2020 sotto il governo della vicesindaca Luisa Anna Marras.

Il dibattito nella sinistra cagliaritana è in corso. Da una parte il primo cittadino e Campo progressista che vorrebbero le elezioni subito, convinti del fatto che il buon risultato conquistato dal primo cittadino nel capoluogo possa portare il centrosinistra alla conferma per la terza volta consecutiva a palazzo Bacaredda. Dall’altra il Pd, il resto della maggioranza che invece teme il voto a pochi mesi dal successo straordinario di Solinas e della destra e spinge invece per il voto nel 2020 sperando nella fine della luna di miele tra Salvini e il suo elettorato. E anche nell’opposizione chi spinge per il voto subito è in minoranza. Grande parte del centrodestra in aula preferirebbe almeno un altro anno di consiliatura. La decisione dovrebbe arrivare in concomitanza con la proclamazione degli eletti in consiglio regionale.

Nella partita tra Zedda e il Pd c’è anche il futuro candidato sindaco. L’idea è quella di organizzare le primarie (anche se il voto a giugno potrebbe complicare l’ipotesi). Con Agus in consiglio regionale, Campo Progressista dovrebbe puntare sull’assessora all’Urbanistica Francesca Ghirra. Mentre il Pd ha qualche opzione in più. C’è chi spera in Piero Comandini che ha ottenuto un ottimo successo in termini di consensi personali il 24 febbraio. Altri due nomi sono quelli dell’assessore al Personale Danilo Fadda e del presidente del consiglio comunale Guido Portoghese. Non è poi escluso il ricorso a qualche nome in arrivo dalla società civile che possa ricalcare il successo di Andrea Frailis alle suppletive.

C’è molto più traffico a destra. Forza Italia registra due disponibilità importanti. Una è quella di Edoardo Tocco che ha sfiorato la riconferma in consiglio regionale e l’altra è quella del vicepresidente del consiglio comunale Alessandro Balletto. Ma non sono gli unici dentro il partito c’è che spera in Alessandra Zedda, neoletta in consiglio regionale e c’è anche chi potrebbe caldeggiare la candidatura di Giuseppe Farris, al quale nel 2016 fu preferito Piergiorgio Massidda.

Ma non è sicuro che gli alleati di coalizione lascino campo aperto a Forza Italia. I Riformatori potrebbero avanzare la candidatura di Giorgio Angius. E anche il Psd’Az, forte del consenso ottenuto alle regionali sta seriamente pensando di proporre qualche nome. Federico Ibba , consigliere dei Popolari per Cagliari, ha chiesto le elezioni primarie per il centrodestra seguendo il “modello Bari”.

 



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