Vitella e salsicce arrosto, l’economia barbaricina riparte dagli allevamenti

Luca Cocco, di Ottana, da tre anni alterna l’attività di elettricista a quella di arrostitore nelle sagre. “Inutile costruire fabbriche che inquinano e che creano deserti come quello di Ottana, l’allevamento esiste da secoli e permette di far vivere tante persone”

Di Paolo Rapeanu

“Vitelloni fatti allo spiedo, la fesa e la noce sono le parti migliori, poi salsicce insaporite con agli, pepe, sale, vino bianco e aceto, per accompagnare basta un po’ di pecorino arrosto”. Ecco come, in Barbagia, molti fanno anche un semplice spuntino. Ne è certo Luca Cocco, di Ottana. Professione: elettricista. Hobby trasformato in un secondo lavoro: arrostitore, soprattutto alle sagre e alle manifestazioni enogastronomiche isolane.
“Sono prodotti genuini, noi alleviamo le bestie all’aria aperta, come facevano i nostri avi e i nostri nonni. Inutile costruire fabbriche che creano deserto”, afferma Cocco, “uno dei motori dell’economia sarda deve anche essere quello del cibo. Gli allevamenti, legati al territorio, esistono da secoli, non capisco perché c’è chi vuole cambiare, proprio adesso, il modo per far girare l’economia sarda”.


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