Villaputzu, sito fenicio-punico sulla riva del Flumendosa: presto gli scavi

Gli studi confermano la presenza di tracce murarie risalenti all’insediamento di Sarcapos. Ora gli scavi consentiranno di chiarire il ruolo strategico che il porto ebbe nel Mediterraneo

di Vanessa Usai

Gli studi confermano la presenza di tracce murarie risalenti all’insediamento punico-fenicio di Sarcapos. E’ il risultato delle ricerche condotte nel 2017 dall’Università di Bologna, che avvalora l’ipotesi, già formulata in precedenza, della localizzazione del settore abitativo di Sarcapos tra la collina si Santa Maria e il fiume Flumendosa, nel Comune di Villaputzu.

Le indagini geofisiche di diagnostica preliminare, dirette dal professor Raimondo Secci, hanno consentito di comprovare l’esistenza di strutture murarie nel sottosuolo, e permetteranno ora di indirizzare in modo scientifico le successive ricerche di scavo, che potrebbero partire già la prossima estate.

“Il sito di Sarcapos è molto importante perché era posto a controllo di una rotta marittima che collegava la penisola italica con il nord Africa, ed era dunque strategico e cruciale sia per gli scambi commerciali che dal punto di vista militare”, spiega il professor Secci. Gli scavi consentiranno di chiarire quale sia stato l’effettivo ruolo di Sarcapos in epoca fenicio-punica.

Si tratta di una scoperta che potrebbe rappresentare un patrimonio straordinario anche per la valorizzazione turistica del territorio, sebbene, precisa lo studioso, “sarà difficile che gli scavi si concludano lasciando a vista le strutture, perché la posizione a ridosso di un fiume pone problemi notevoli relativi alla conservazione ed è pertanto molto probabile che i ritrovamenti debbano essere reinterrati o basterebbe una piena per distruggerli”. L’ipotesi più probabile per la fruizione del sito da parte dei visitatori sarà la musealizzazione virtuale attraverso un software con tecniche laser 3D.

Il professor Secci , del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università di Bologna, è stato coadiuvato nelle indagini dalla professoressa Federica Boschi e dal professor Michele Silani, del Dipartimento di Storia, Culture, Civiltà. Il ricercatore, originario di Baunei e specializzato in archeologia fenicio-punica, coordinerà anche gli scavi, che cominceranno non appena arriverà l’approvazione ministeriale.


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