Villa Tigellio, la storia a metà tra degrado e abbandono: “Così Cagliari accoglie i suoi turisti?”

La denuncia di Marcello Roberto Marchi: “Da anni Villa Tigellio è in queste condizioni. La fotografia ( è di ieri ) documenta lo stato di degrado e di abbandono nel quale è tenuto il sito archeologico più importante della Città”

VILLA TIGELLIO :  DEGRADO E ABBANDONO.  Così Cagliari accoglie i turisti e valorizza il proprio patrimonio archeologico e culturale.
Da anni Villa Tigellio è in queste condizioni. La fotografia ( è di ieri ) documenta lo stato di degrado e di abbandono nel quale è tenuto il sito archeologico più importante della Città. Ubicato in pieno Centro storico, raggiungibile  senza troppa fatica, posto com’è nel contesto  urbano, a ridosso delle principali vie cittadine, a due passi dal Porto, dalla Stazione delle Ferrovie dello Stato e della Stazione dell’ARST, che collegano l’intera Sardegna e Terminal dell’Aeroporto di Cagliari. L’area degli  scavi, protetta da una bella recinzione metallica, è praticamente inaccessibile e non fruibile non tanto a causa del Coronavirus, che ha anche lui le sue colpe, quanto per una assurda e incomprensibile gestione, affidata ad una cooperativa di giovani che non hanno alcuna colpa del degrado nella quale l’area  archeologica viene lasciata , a partire dalla manutenzione ordinaria che avrebbe dovuto comportare almeno la presenza di  un giardiniere che avrebbe potuto eliminare, giorno dopo giorno, le erbacce, curare il verde compatibile con il sito, mantenere quel minimo di decoro con il quale ogni buon padre e madre di famiglia tengono a cuore le proprie cose, in primo luogo i balconi e le terrazze delle proprie abitazioni. Così l’ha tenuta la Giunta Zedda, così la tiene la Giunta Truzzu, in perfetta continuità d’intenti e di obiettivi. E la Sovrintendenza ai beni culturali, archeologici  e ambientali ,che avrebbe dovuto e dovrebbe controllare e vigilare sulla conservazione e sulla gestione di Villa Tigellio, dove è stata tutto questo tempo ? E l’Assessorato comunale alla Cultura che ne ha la  gestione ?  Oltretutto, per entrare a visitarla e compiere il percorso degli scavi  , si paga un tiket , il 40% del ricavato va alle casse del Comune, come da convenzione con la Cooperativa che dovrebbe curarne la gestione. Se trovate aperto e avete la fortuna di entrare nell’Ufficio bunker all’ingresso da Via Carbonazzi troverete anche la sorpresa che non è disponibile nemmeno un volantino, una paginetta che descriva cosa è Villa Tugellio. Non gliene importa a nessuno, evidentemente.  Un bene prezioso come Villa Tigellio andrebbe tutelato, valorizzato, fatto conoscere in Sardegna, in Italia, nel mondo.
Marcello Roberto Marchi

 


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