Via XX Settembre, la China Town di Cagliari: boom di negozi cinesi

Nel frattempo chiudono i piccoli negozi cittadini

Negozi di abbigliamento e calzature, articoli per la casa, saloni di bellezza. Via XX Settembre si conferma la China Town di Cagliari, nella strada tra via Roma e via Sonnino quasi tutti i negozi sono cinesi. “Nell’ultimo anno il fenomeno è peggiorato – dicono i pochi commercianti cagliaritani rimasti – Fra un po’ verranno gli occhi a mandorla anche a noi”. “Stiamo solo lavorando”, è il commento dei commercianti cinesi della via.

Un fenomeno che resiste da dieci anni. Fioccano le attività cinesi più o meno in tutta la città di Cagliari, ma via XX Settembre continua ad essere la strada con più negozi e residenti orientali, mentre scompaiono quelli cagliaritani. “È successo come a Roma e Milano – racconta Francesco Capone, titolare della storica rivendita di abbigliamento, tessuti e merceria di via XX Settembre – Si sono scelti una zona della città vicina al porto e con un’alta concentrazione di uffici, e si sono stabilizzati per lavorare e viverci. Ormai decidono loro il prezzo dell’affitto, aprono, chiudono e si cedono le attività tra loro con una facilità inspiegabile: lo Stato italiano ci sta facendo abituare alle loro abitudini e non il contrario”.

La crisi non parla cinese. “Qui le vendite sono calate tantissimo – dice un dipendente del negozio Manos Sport, uno dei pochi che resistono – Molto dipende dalla situazione economica generale ma anche da questa concentrazione di negozi cinesi: è inspiegabile come noi siamo danneggiati dalla crisi e loro no. E poi c’è il problema che i cinesi non mettono in circolo i soldi guadagnati, a parte l’affitto e l’acquisto dei locali commerciali e degli appartamenti non spendono. All’inizio il commerciante orientale acquistava nei nostri negozi la maglia o il pantalone di marca, ora no”.

Federica Lai


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