Via Sassari, commercianti in agonia: “Il Comune ci venga incontro”

Dopo le chiusure in serie, l’appello dei negozianti in bilico nella via Sassari squarciata dai lavori: “Siamo disperati, mai considerati dalla giunta Zedda”

L’ortolano ha abbassato le serrande nei  giorni scorsi, il panificio si sta trasferendo in viale Trieste, e altri negozi, come quelli cinesi, a breve chiuderanno i battenti. Questa la triste e desolante fotografia di via Sassari, squarciata dai lavori di restyling che dovrebbero dare nuova vita alla storica strada tra via Roma e il Corso Vittorio Emanuele. Nel frattempo i negozi chiudono uno dopo l’altro, ma c’è chi resiste tra le polemiche. “Ci sentiamo commercianti di serie B – spiegano i titolari di negozi e bar – Il Comune non ci ha considerato né prima dell’inizio del cantiere, né tantomeno durante: la speranza è che tutto finisca il prima possibile, sennó si rischia il fallimento”.

I negozi. “Cerchiamo di resistere – spiega Vincenzo Matolo, titolare di Big shoes – ma siamo disperati: le vendite sono crollate. Quello che fa più rabbia è non essere stati considerati dall’amministrazione comunale negli incontri fatti con i commercianti delle altre vie del centro, oltre al fatto che i lavori procedono a singhiozzo”. “Sarebbe stato meglio intervenire in estate – sottolinea Simone del wine bar Inu – i mesi invernali sono quelli in cui fatturiamo di più, ma in questo periodo c’è stato un crollo del trenta per cento. Il Comune dovrebbe pedonalizzare la strada, o, almeno, concederci  autorizzazioni di sei mesi per posizionare tavolini all’aperto: sarebbe un modo per recuperare quanto perso durante il periodo dei lavori”. “Ci hanno rovinato – aggiunge Mariella Contini, del negozio Millepiedi – Io resisto solo perché il locale è mio e non devo pagare un affitto: avrebbero dovuto cominciare dopo Natale. Oltretutto tutto procede a rilento”. Per il Comune interviene il presidente della commissione Lavori pubblici, Maurizio Chessa. “Nessun ritardo nei lavori – precisa – tutto sta procedendo secondo il cronoprogramma concordato ad ottobre”.


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