Via Nazario Sauro, pratiche edilizie: “File interminabili e disagi”

La denuncia del consigliere comunale, Alessandro Sorgia (Gruppo Misto), sulla soppressione dello sportello front-office per le pratiche edilizie private in via Nazario Sauro, a Cagliari: “Organico ridotto all’osso dei dipendenti comunali, solo un giorno alla settimana per le ricerche e le informazioni su case e pratiche da gestire, un disastro, con file interminabili di cittadini e tecnici”

“Riaprite al più presto lo sportello front-office per le informazioni e le pratiche di edilizia privata”. Lo chiede a gran voce il consigliere comunale del Gruppo Misto, Alessandro Sorgia, che ha preparato un’interrogazione da presentare al sindaco Massimo Zedda: “Negli uffici dell’Edilizia Privata del palazzo di via Nazario Sauro – dice Sorgia – gli utenti potevano fissare l’appuntamento online tramite la pagina del sito istituzionale per avere a disposizione i tecnici istruttori e i collaboratori amministrativi. Ora è tutto cambiato, dal 10 aprile 2017, con l’ordinanza del primo cittadino, la n. 9 del 07.04.2017, è stato soppressa l’attività di sportello, operativo due volte alla settimana e secondo gli utenti e professionisti del settore funzionava discretamente”.

I DISAGI. I cittadini e i tecnici si lamentano anche degli alti costi per “i diritti di ricerca” ricerca degli atti rispetto agli altri comuni legati all’accesso agli atti delle pratiche edilizie vecchie o recenti: “Se un cittadino volesse acquistare o vendere casa – prosegue il consigliere – oppure conoscere informazioni sulla propria abitazione deve prima reperire il numero di pratica che viene fornito da un dipendente, e successivamente compilare  la richiesta di accesso agli atti con successiva protocollazione. Questo avviene solo una volta alla settimana, di martedì, con comprensibili file lunghissime, con l’iscrizione  del proprio nominativo in un foglietto volante, nonostante oramai sia stato raggiunto un livello di tecnologia elevata. In base alla legge tutta la pratica burocratica dovrebbe svolgersi entro 30 giorni, mentre fino a poco tempo ne occorrevano tra i 40 e i 50, e che con l’istituzione del SUAPE i tempi si sono allungati drasticamente, a causa oltretutto del fatto che 6 unità sono state spostate e le persone che si occupavano degli accessi agli atti da 5 sono diventate 3. Un disastro – continua Alessandro Sorgia – i tempi, da quando è partito il protocollo per l’accesso agli atti fino ad essere contattati dagli uffici, superano di gran lunga i 60 giorni”. Da qui l’interrogazione dai banchi di palazzo Bacaredda dell’esponente della minoranza.