Via libera al Piano acustico, la nuova mappa del rumore a Cagliari

Stop rumore nei parchi e nelle oasi naturalistiche. L’opposizione: “Tutelate più le piante e i fenicotteri che le persone”

Nuove regole per la movida cagliaritana, dal centro al lungomare. Stop al rumore nei parchi, nelle oasi naturalistiche e nei cimiteri, e nuove regole nel centro storico. Con il nuovo Piano di classificazione acustica, approvato oggi dal Consiglio comunale e che ora verrà sottoposto alle osservazioni degli enti interessati prima del via libera definitivo, la città viene divisa in sei diverse zone, ciascuna con dei parametri e limiti alle emissioni sonore, che potranno essere aumentati con precise deroghe. “La maggior parte del territorio è stato classificato come zona protetta e residenziale – ha spiegato l’assessore Paolo Frau in Aula – dove verrà garantita la quiete pubblica”.

La mappa del rumore. La norma prevede sei classi acustiche, anche se la sesta, che si riferisce alle zone “esclusivamente industriali”, non è stata individuata. La I classe, che comprende “le aree nelle quali la quiete rappresenta un elemento di base per la loro utilizzazione”, include  il promontorio di Sant’Elia, la Sella del Diavolo, il parco di Molentargius e Saline, Santa Gilla, Tuvixeddu, e i cimiteri. La II classe, “aree interessate da traffico veicolare, con bassa densità di popolazione e limitata presenza di attività commerciali”, comprende Medau Su Cramu, il Poetto, Monte Urpinu e altri parchi cittadini. Nella III classe, “con media densità popolare”, sono compresi il quartiere del Sole, La Palma, Sant’Elia, Poetto, Genneruxi, parte di Pirri, parte di Sant’Avendrace e San Michele. Poi c’è la IV classe, “con alta densità popolare e concentrazione di attività commerciali”, dove rientrano i quartieri storici di Marina, Stampace, Villanova, San Benedetto, l’Arena grandi eventi, la Fiera, lo stadio Sant’Elia, via San Paolo e l’Anfiteatro romano. E la classe V, “aree prevalentemente industriali”, dove rientrano parte di viale Marconi e di viale Monastir.

 L’opposizione. “E’ palese che per quanto riguarda il centro storico non siano stati rispettati i criteri dettati dalla Regione – ha sottolineato il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Farris – Ed è chiaro che state tutelando più le piante e i fenicotteri che le persone, a discapito della salute e della vita dei cittadini. Per non parlare del danno economico che, con questo Piano, l’amministrazione subirà con la continua diminuzione della densità abitativa e del valore degli immobili del centro della città”.

 Un atto di pianificazione. “Dopo due anni adottiamo un piano con regole certe e chiare – ha detto Fabrizio Marcello, presidente della commissione Servizi tecnologici – dopo decenni in cui la politica è stata assente. L’obiettivo è anche quello di spostare la movida in altre parti della città, come il Molo Ichnusa, dove decideremo insieme all’Autorità portuale, e il Poetto”. “Si tratta di un piano con più luci che ombre – ha aggiunto il capogruppo del Pd, Davide Carta –  definito dalla Regione con criteri oggettivi, e che potrà essere migliorato e limato con le osservazioni. Dopo l’adozione sarà però necessario concentrarci sui controlli, che andranno pianificati, e sul monitoraggio della situazione con l’Arpas”.