Via libera al fotovoltaico davanti alla reggia di Barumini: decisivo un decreto del Governo

Il piano era stato fermato dal ritrovamento del nuraghe Turriga. Ma ora c’è il sì dei giudici, fondato su un decreto legge del febbraio scorso che rende irrilevante il vincolo perché partito dopo che l’autorizzazione era già stata concessa dal Ministero dell’Ambiente. Così sono in arrivo 24 ettari di pannelli davanti al monumento nuragico patrimonio Unesco


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Il Comune di Barumini ko al Tar. I giudici amministrativi danno via libera al mega impianto agrivoltaico che nascerà a Tuili, a pochi km dalla reggia nuragica patrimonio Unesco. Decisivo un decreto legge del Governo che stabilisce la priorità degli interessi legati alle rinnovabili rispetto alla tutela dei beni culturali, dando la luce verde ai nuovi impianti che ora, una volta ottenuta l’autorizzazione, non si fermeranno nemmeno in caso di ritrovamento di beni archeologici di interesse pubblico.
E’ proprio il caso di Barumini. L’amministrazione comunale (difeso dall’avvocato Enrico Salone) si è opposta al Tar contro il progetto della società Sf Ele II che vuole realizzare a Tuili, in località “Guranu”, a pochi km di distanza dal complesso nuragico monumento Unesco “Su Nuraxi”, nel comune confinante di Barumini, un impianto agro-fotovoltaico (agrivoltaico) denominato “Green and Blue Serra Tuili”, della potenza di 15.2 MW, su un’area di circa 24 ettari.
L’impianto fotovoltaico risulterebbe costituito da 24.500 moduli bifacciali in silicio, con altezza massima di 4,41 m, di vita utile stimata in 20 anni.
Il Comune di Barumini ha protestato, ma il Ministero dell’Ambiente ha dato il via libera al progetto. Uno stop al piano (ottobre 2023) è arrivato dal Ministero dei Beni culturali, quando, a 230 metri dalla zona in cui doveva sorgere l’impianto, è spuntato il nuraghe Turriga, dichiarato di interesse archeologico.
Ma ad agevolare l’iter del progetto è intervenuto il Governo con un decreto legge di quest’anno, il quale stabilisce che “gli effetti delle nuove dichiarazioni di notevole interesse pubblico…non si applicano alle opere per la realizzazione degli impianti alimentati da fonti rinnovabili…, i cui procedimenti autorizzativi abbiano già ottenuto, prima dell’avvio del procedimento di dichiarazione di notevole interesse pubblico, il provvedimento di valutazione ambientale”.
I giudici del Tar hanno così ritenuto “non rilevante” il vincolo archeologico posto sul nuraghe Turriga, perché il procedimento di dichiarazione ha avuto avvio il 4 maggio 2023 per concludersi poi con il provvedimento del 5 ottobre 2023, mentre l’autorizzazione favorevole del Ministero risale al 27 marzo 2023.
Il decreto potrebbe essere sollevato alla Corte Costituzionale. Ma intanto il Comune di Barumini deve scegliere se ricorrere contro la sentenza al Consiglio di Stato per bloccare l’agrivoltaico nella valle davanti alla reggia nuragica.


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