Via Cinquini, l’eroina spopola tra i giovanissimi: tabù da combattere

La lettera-appello di una ragazza universitaria cagliaritana: “Perchè anche i più giovani continuano a drogarsi a San Michele, si “sparano la dose” senza neanche sapere a cosa vanno incontro?” 

di Michela Serra

Cagliari. Via Cinquini. Continua e aumenta la circolazione dell’eroina nel capoluogo sardo. Siringhe e fazzoletti zuppi di sangue sparsi ovunque nella zona di via Cinquini, una traversa di via Cornalias. Ogni giorno, dalla mattina alla sera, decine di tossicodipendenti affollano questo vicolo alla ricerca di un luogo dove “spararsi la dose”.
L’eroina, cancro della nostra società, continua a spopolare anche tra i giovanissimi. I residenti della zona hanno raccolto più volte firme con delle petizioni, segnalando a chi di dovere il continuo viavai al quale obbligatoriamente assistono ogni giorno. Perché questa zona, ai piedi del colle San Michele, non è abitata da malfattori, ma da studenti universitari, bambini, anziani, persone che vivono continuamente nella paura. I giardinetti sono una discarica di siringhe e nessun genitore responsabile ci lascerebbe giocare i propri figli. Tutto questo accade nell’indifferenza più assoluta. È molto più semplice scegliere delle zone residenziali, chiudere gli occhi e scansare il problema. Ma la realtà è un’altra. L’eroina in Sardegna si è diramata, lo dimostra il fatto che la nostra isola è al terzo posto in tutta Italia per numero di morti da overdose, dato emerso dalla relazione annuale del Parlamento 2014 del dipartimento antidroga. Il problema quindi c’è, è reale. Va affrontato. Maggiore vigilanza e maggiore informazione, partendo per esempio dalle scuole: a cosa si va incontro scegliendo l’eroina? I ragazzi devono sapere. La droga non deve diventare un tabù, ma la si deve combattere.


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