Via alla mega Città Mercato a Pirri: “Resterà chiusa un anno e mezzo per i lavori”

Operai e ruspe pronti a trasformare la Città Mercato pirrese nella più grande della Sardegna subito dopo Pasqua: “Ristrutturazione complessa, durerà diciotto mesi. Dopo le prime 19 ‘vittime’ di Brico, che fine faranno le altre centinaia di lavoratori?” Ecco tutte le novità

La data quasi ufficiale c’è: la Città Mercato di Pirri si prepara al maxi ampliamento con ottomila nuovi metri quadri, gli operai sono “attesi” nella struttura di via Vesalio subito dopo Pasqua, ad aprile inoltrato. Adesso, però, emerge anche la durata dei lavori che trasformeranno la struttura nel più grande centro commerciale di tutta la Sardegna: “Diciotto mesi, è una ristrutturazione complessa”. L’annuncio arriva da Cgil e Cisl, a poche ore dall’incontro nel quale è stata annunciata la chiusura, dopo ventisei anni, del Brico. “Diciannove posti di lavoro spazzati via dal primo marzo, e ciò nonostante le imminenti prospettive di ampliamento del centro commerciale Marconi a Pirri”, denunciano i sindacalisti, nel promettere “battaglia sul futuro dei lavoratori impiegati, sulle prime vittime, i 19 del negozio di bricolage, ma anche sui riflessi della complessa ristrutturazione che vedrà chiuso il Marconi per diciotto mesi”. Insomma, per almeno un anno e mezzo tutta la Città Mercato è destinata ad essere un mega cantiere. Se la tabella di marcia verrà rispettata, la riapertura nell’autunno del 2021. 
“È paradossale che tra diciotto mesi la città mercato sarà rinnovata completamente e ampliata – dicono Nella Milazzo (Filcams Cgil) e Giuseppe Atzori (Fisascat Cisl) – mentre già da ora vengono licenziati i diciannove lavoratori di Brico”. Da qui la preoccupazione: “Non vorremmo che la maxi ristrutturazione avesse conseguenze negative per le attività commerciali presenti, costrette a chiudere, anche se momentaneamente, senza nemmeno il sostegno di ammortizzatori sociali per i lavoratori coinvolti”. Per queste ragioni Filcams e Fisascat attendono la convocazione chiesta alla Direzione del Centro commerciale, per ragionare sui tempi necessari alla ristrutturazione e affrontare le problematiche legate al periodo di chiusura dei negozi: “Vorremmo anche evitare – hanno precisato Milazzo e Atzori – che alle attuali attività se ne sostituiscano altre senza il necessario riassorbimento delle forze di lavoro impegnate”. Una partita tutta da giocare insomma, per la quale
i sindacati (inclusa la UilTcus, con il suo rappresentante Cristiano Ardau) chiedono l’intervento della Regione, affinché porti a un tavolo di confronto tutti i soggetti coinvolti.


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