Via al censimento delle testate online sarde: presto i contributi

Il Corecom muove i primi passi, la Regione finanzierà i giornali on,one virtuosi che assumonio giornalisti disoccupati

di Alessandro Zorco

 Il Corecom Sardegna avvierà a giorni insieme all’Associazione della Stampa Sarda il censimento delle testate giornalistiche online della Sardegna. L’iniziativa, annunciata nei giorni scorsi dall’assessore regionale alla Cultura e alla Pubblica Istruzione Claudia Firino  nell’ambito degli incontri finalizzati alla riforma della legge 22 del ‘98 a sostegno dell’editoria in Sardegna, servirà a fornire alla Regione una fotografia aggiornata del variegato panorama della stampa online isolana che consentirà da un lato diaggiornare il registro delle testate giornalistiche regionali e dall’altro di definire i requisiti (in primo luogo quello della tutela dei giornalisti impiegati) per l’accesso delle testate online ai contributi pubblici.

 

L’annuncio ufficiale è stato dato dal presidente del Corecom Sardegna, Mario Cabasino nel corso di un’audizione nella seconda commissione (Cultura) del Consiglio regionale.

 

Organo di consulenza della Regione sarda in materia di comunicazioni, il Corecom Sardegna, istituito nel 2008 al posto del vecchio Corerat, ha un importante compito di monitoraggio del web che svolge in collaborazione con la Polizia postale, il Tribunale dei minori di Cagliari e la Direzione scolastica regionale. Oltre a raccogliere le segnalazioni di eventuali abusi, il Corecom Sardegna contribuirà ad una inchiesta nazionale avviata dal Coordinamento nazionale dei Corecom somministrando ai ragazzi delle scuole un questionario in tema di navigazione sicura su internet, finalizzato alla tutela dei ragazzi dalle insidie del web.

   

Nella sede di via Cavour, proprio dietro il Consiglio regionale, i cinque consiglieri del Corecom Sardegna, coadiuvati da sei funzionari del Consiglio regionale, svolgono inoltre una serie di mansioni delegate dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom).

 

Principalmente, spiega il presidente Cabasino, dobbiamo curare l’istruttoria delle pratiche della legge 448/98 che eroga i contributi statali alle emittenti radiotelevisive locali. Contributi che, spiega dati alla mano,  hanno registrato tagli nettissimi negli ultimi anni. «Dai quasi 3 milioni del 2011 si è arrivati al milione e mezzo del 2013».

 

Il Corecom inoltre avrà il compito di verificare i requisiti delle aziende editoriali per accedere ai contributi stanziati per la legge regionale di Sostegno al settore radiotelevisivo approvata lo scorso gennaio dal Consiglio regionale: altri circa 2 milioni e mezzo di euro.

 

Oltre a svolgere una attività di controllo e verifica della destinazione dei congrui finanziamenti pubblici al settore radiotelevisivo isolana, da tempo in crisi nera, i funzionari del Corecom svolgono una importante attività di conciliazione, rigorosamente gratuita, tra gli utenti sardi e gli operatori nelle controversie relative ai servizi di telefonia e pay-tv.

 

Nel corso del 2014 – i dati sono stati illustrati nelle scorse settimane – sono state presentate al Corecom Sardegna 642 istanze di conciliazione del valore medio di 678 euro che hanno permesso agli utenti sardi di recuperare circa 200mila euro. «Per facilitare anche chi risiede nel nord Sardegna – spiega Cabasino – stiamo per attivare un punto di conciliazione a distanza a Sassari e abbiamo intenzione di coprire presto anche gli altri capoluoghi di provincia della Sardegna».

 

Oltre quello delle testate web il Corecom ha infine in programma nel prossimo futuro anche il censimento delle emittenti radiotelevisive nate in Sardegna dopo il passaggio al digitale terrestre, il cosiddetto switch-off dell’ottobre 2008. Un passaggio che ha segnato l’inizio della crisi nera delle storiche emittenti sarde: Sardegna 1, nettamente ridimensionata con i 12 licenziamenti dello scorso anno ai quali – lo hanno denunciato proprio oggi Assostampa e Slc Cgil – pare non sia stato ancora pagato neanche un euro tra stipendi arretrati, tfr e indennità di mancato preavviso – e adesso anche Videolina dove da qualche mese sembra tirare un’aria molto pesante per i lavoratori.


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