“Vi prego, non smantellate il Binaghi e la sanità che funziona”

L’appello accorato della figlia di una paziente del centro trapianti di midollo osseo dell’Ospedale Binaghi: “Mia madre è seguita da quasi tre anni con grande professionalità, da settimane circola notizia che il CTMO potrebbe essere chiuso e i pazienti trasferiti al Businco.  E’ inaccettabile che un Centro di eccellenza sardo per la cura delle malattie oncoematologiche scompaia da un giorno all’altro”


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di Beatrice Frongia

 

Sono la figlia di una paziente del Centro trapianti di midollo osseo dell’Ospedale Binaghi. Mia madre è seguita presso tale struttura da quasi tre anni e da qualche mese purtroppo, in seguito ad una recidiva, ha dovuto riprendere la chemioterapia, con notevole sacrificio per lei che, in condizioni di salute non buone,  deve anche affrontare un lungo viaggio per raggiungere la struttura.

Da più di qualche settimana, nel reparto DH di tale Centro, dove è seguita con grande professionalità, umanità e gentilezza dal personale sanitario che vi opera, circola la notizia che il CTMO del Binaghi verrà chiuso e i pazienti verranno trasferiti  all’ospedale Oncologico Businco di Cagliari.

Premetto che già il laboratorio analisi del CTMO, che assicurava un servizio celere ed efficiente agli ematologi e ai pazienti in cura presso tale centro, riducendo così i tempi di attesa per la somministrazione delle cure, è stato chiuso; ciò ha comportato disagi per medici e pazienti e l’aumento della probabilità di incorrere in errori.

Mi sembra inaccettabile che un Centro di eccellenza sardo per la cura delle malattie oncoematologiche, Cattedra di Ematologia dell’Università di Cagliari, e quindi anche centro di ricerca per lo studio di tali patologie,  scompaia così da un giorno all’altro.  

Mi sembra assurdo che i numerosi pazienti, soprattutto oncologici, seguiti in modo attento e scrupoloso  e (sottolineo) umano dal personale medico e infermieristico del Binaghi, vengano catapultati in una struttura già satura di malati, quale è quella dell’ospedale Businco, con tempi di attesa infiniti, in un ambiente completamente estraneo e caotico.

Per non parlare del problema della “continuità” perchè non si può negare l’enorme disagio di ogni paziente che, già sofferente a causa della malattia, venga affidato da un momento all’altro alle cure di medici sconosciuti, venendo a mancare  il rapporto di fiducia e di confidenza che aveva da tempo instaurato con il personale sanitario del Binaghi.

Mi faccio portavoce delle preoccupazioni di tali pazienti che NON vogliono abbandonare il CTMO del Binaghi e l’equipe che in esso opera, perchè  ivi assistiti in maniera ottimale, con efficienza, professionalità e cordialità.

Ora, io non mi interesso di politica e sono allo scuro delle problematiche che stanno alla base di una decisione di questo tipo (anche se immagino di quale natura siano), ma mi chiedo: la cura e il benessere dei pazienti non dovrebbero, in ogni caso, avere la priorità su tutto il resto?


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