Veline di Striscia, guerra legale a Cagliari: condannato Panunzio

Una multa per avere diffamato Antonio Ricci sulle selezioni delle Veline di Striscia

Il fondatore di “Osservatorio Antiplagio” Giovanni Panunzio è stato condannato dal Giudice monocratico del Tribunale di Cagliari, Antonella Frizilio, a 516 euro di multa per aver diffamato Antonio Ricci, autore di “Striscia la notizia”. Nel settembre 2008 Panunzio aveva messo in  dubbio su internet la selezione delle “Veline”, le vallette di Striscia,  dopo che all’Antiplagio erano giunte alcune segnalazioni sulla regolarità del concorso ed altri organi di stampa online avevano 
manifestato le medesime perplessità. In un primo tempo il procedimento era stato archiviato dal GUP di Cagliari, ma Ricci aveva fatto ricorso in Cassazione, e la Cassazione aveva rinviato il procedimento ad altro GUP, per stabilire la verità del fatto. Il nuovo GUP del Tribunale di Cagliari aveva dunque disposto il giudizio per Panunzio. Ma all’udienza del 20 gennaio 2016, quando è stato sentito Antonio Ricci, l’Organo giudicante non ha permesso alla difesa di contro-interrogare il querelante, proprio sulla verità del fatto, citando l’art. 596 del codice penale. Tale articolo però nei casi di diffamazione non può essere applicato, come hannostabilito la stessa Cassazione e la Corte Costituzionale.

Tra l’altro Ricci durante l’interrogatorio ha pesantemente offeso Panunzio, definendolo “diffamatore seriale”, pur essendo incensurato, e associandolo alla “banda dei sardi” (testuale). Per tale motivo il 10 marzo 2016 l’autore di Striscia è stato querelato presso la Procura della Repubblica di Cagliari. Sempre il 10 marzo il legale di fiducia di Giovanni Panunzio, avvocato Demetrio Delfino, aveva presentato una memoria al Giudice sulla lesione del diritto di difesa, che non è stata presa in considerazione. L’Organo giudicante ha anche stabilito che Panunzio dovrà pagare 2.500 euro di spese legali alla 
parte civile, rappresentata dall’avvocato Salvatore Pino, e versare un risarcimento totale di 5.000 euro ad Antonio Ricci, che saranno devoluti al gruppo “Abele” di don Ciotti.