Veleni e accuse sulla campagna elettorale, Todde annuncia querele. Soru l’attacca: “La scartai a un colloquio, ora scappa”

Si alza il livello dello scontro in Sardegna in vista dell’appuntamento con le urne del 25 febbraio. La candidata dei 5 stelle, sostenuta anche da Pd e Progressisti, ad alzo zero su Soru e Truzzu sul tema dell’energia e annuncia querele per diffamazione. Il patron di Tiscali smentisce di averle mai offerto di diventare amministratore delegato di una sua azienda e la accusa di fuggire dal confronto: “Governare la Sardegna non è come guidare un’azienda con 15 dipendenti, metta da parte i falsi curricula”


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Tutti contro tutti, in un confronto che in poche ore si è trasformato in uno scontro su tutta la linea. Uno scontro già senza esclusione di colpi, a tratti velenoso, fatto di accuse e attacchi reciproci.
La prima a dare fuoco alle polveri questa mattina è stata Alessandra Todde che, stufa di ricevere attacchi sul tema delle energie rinnovabili, in memoria di quando era nel governo Conte. La candidata presidente  annuncia querele per diffamazione contro chi “da settimane, sta conducendo una campagna denigratoria nei miei confronti, diffondendo false informazioni sul mio conto”, scrive la deputata in un post sui social, piattaforme in cui si sferrano gli attacchi dei detrattori. Accuse e false informazioni che si sono scatenate sui social dopo prese di posizione pubbliche dei suoi avversari, Renato Soru, leader della Coalizione Sarda e Paolo Truzzu per il centrodestra. Todde vuole fare chiarezza dopo che entrambi  hanno accusato lei e il suo partito di essere stata “promotrice e ideatrice del Dpcm Draghi che contiene la semplificazione dei procedimenti autorizzativi” sulle richieste degli impianti di energie rinnovabili nell’Isola e di “promuovere la realizzazione del cavo sottomarino Sardegna-Sicilia”, ha evidenziato Soru durante un dibattito pubblico. Sul web si sono scatenati gli odiatori che hanno accusato Todde di “avere interessi personali sul tema delle rinnovabili”. “La diffamazione è l’arma di chi non ha argomenti, oltre ad essere un reato”, risponde lei e precisa: “durante la mia presenza nei due governi Conte II e Draghi, non c’è stato alcun innalzamento del tetto delle rinnovabili in Sardegna – scrive -. Nel 2023, l’attuale ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin (governo Meloni) ha deciso di aumentare di 12 volte il tetto della potenza installabile in Sardegna alzandola a 6 GW da realizzarsi entro il 2030”. Quanto al Thyrrenian Link, “serve per poter completare l’anello dei collegamenti elettrici nazionali, rafforzare la sicurezza elettrica sarda e rendere possibile il phase out delle centrali a carbone”. Ma, chiarisce Todde, “le istanze dei territori in cui arriverà sono corrette perché la prepotenza di Terna non è ammissibile”.

 

Il secondo attacco della giornata arriva da Renato Soru. La sua avversaria aveva detto che Soru l’avrebbe voluta amministratore delegato di una sua azienda, lui smentisce e attacca: “Governare la Sardegna non è come guidare un’azienda con 15 dipendenti”.

“Sono sbalordito che Alessandra Todde, per affermare la sua competenza per il governo della Sardegna abbia sentito la necessità di dichiarare pubblicamente che io, nel passato, le avrei chiesto di diventare amministratore delegato di una mia azienda. Come ben sa, con lei, io e il mio socio abbiamo semplicemente fatto dei colloqui di lavoro, al termine dei quali abbiamo ritenuto che non fosse adeguata e non le abbiamo mai formalizzato un’offerta di lavoro”. Così Renato Soru, candidato alla presidenza della Regione per la Coalizione Sarda, ad Alessandra Todde, candidata di 5 Stelle e Pd. “Quello che maggiormente mi stupisce è che, dopo anni dalla sua cooptazione in politica, non abbia ancora compreso la differenza tra la gestione di una piccola società privata con 15 dipendenti e il governo di una regione complessa e di una comunità di un milione e 600mila abitanti. Suggerisco ad Alessandra Todde di mettere da parte i curricula professionali, veri o fasulli che siano. Parliamo invece di politica, non continui a scappare dai confronti pubblici”, conclude Soru.


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