“Vargiu e Accardo sbagliano: vi spiego come funziona in Comune”

Il dirigente comunale Gianbattista Marotto risponde con un articolo su Casteddu Online alle accuse di Accardo e Vargiu di Cambiavento, che avevano accusato il Comune di affittare il teatro a una società inesistente

di Gianbattista Marotto- dirigente Comune Cagliari
 
Leggo su “Castedduonline” l’articolo “Caro Zedda, gli spazi culturali vanno solo agli amici di qualcuno” e la lettera dal Sig. Francesco Accardo nel quale si da conto del caso, segnalato anche dall’On Pierpaolo Vargiu, circa un presunto comportamento discriminatorio commesso dal Servizio Cultura del Comune di Cagliari, che io dirigo, nei confronti del Sig. Accardo in relazione alla richiesta, da parte di quest’ultimo, dell’utilizzo del Teatro Civico di Castello. 
Sia il Sig. Accardo che l’onorevole Vargiu segnalano che l’Ufficio Comunale della Cultura avrebbe trascurato di dare risposta alla richiesta di utilizzo del Teatro da parte dello stesso Francesco Accardo mentre avrebbe dato pronto riscontro alla stessa richiesta presentata dal Signor Franco Melis, qualificatosi come presidente della associazione “Amici di Sergio Atzeni”, nome dietro il quale, in realtà, si sarebbe celato lo stesso Francesco Accardo allo scopo, immagino, di dimostrare i modi scorretti di operare dell’Ufficio comunale della Cultura. 
Non sono solito intervenire per difendere pubblicamente l’operato mio e del mio Ufficio ma in presenza di una polemica così priva di fondamento e lesiva dell’operato dell’onorabilità dei dipendenti dell’Ufficio Cultura, perché è con questi che il Sig. Accardo ha avuto a che fare e non con gli organi politici dell’Amministrazione comunale, questa volta non posso esimermi dal chiederLe udienza. 

Posso anche arrivare a comprendere che la vis polemica connessa ai rapporti politici, specie con l’approssimarsi di momenti di maggior contesa, possa condurre a toni accesi e ad argomentazioni sbrigative ma ciò dovrebbe avvenire sempre entro i confini della correttezza, correttezza che in questo caso credo sia mancata. 
Senza volermi sostituire al Sindaco nel dare riscontro alle richieste dell’On. Vargiu nelle forme e nei modi che riterrà più opportuni, mi preme ristabilire la verità dei fatti e l’onorabilità dell’operato dei miei colleghi e mio. 
Contrariamente a quanto riportato dal Signor Accardo e, seppure in forma dubitativa, ripreso dall’On. Vargiu, il Signor Accardo e il Signor Melis (alias Accardo stesso) non hanno affatto chiesto al mio ufficio la medesima informazione. 
Il Signor Accardo, con una mail del pomeriggio del 13 ottobre ha chiesto di conoscere se il Teatro fosse disponibile in due giorni ben precisi (20 o 21 novembre) e le relative tariffe applicate; il sedicente Franco Melis invece, con una mail del 19 ottobre, ha chiesto solo di conoscere le tariffe applicate. 

Ora, poiché le tariffe di utilizzo del teatro sono una informazione che l’Ufficio Cultura possiede con ovvia immediatezza essa è stata con pari immediatezza comunicata a chi l’aveva richiesta. 
Non è stato possibile fare altrettanto con la richiesta di disponibilità del Teatro per il 20 o 21 novembre perché in quel periodo lo stabile potrebbe essere interessato da alcuni lavori di manutenzione. 
Per dare una risposta corretta al Signor Accardo il mio Ufficio deve necessariamente avere indicazioni da parte di chi realizzerà i lavori, indicazioni che dovremmo ottenere entro questa settimana. 
Ecco perché il Signor Melis ha avuto una risposta esaustiva il giorno dopo aver fatto la sua richiesta e il Signor Accardo ne ha avuto una, per adesso solo parziale. 
Ovviamente i nostri rappoirti con il presunto Signor Melis si sono limitati a quanto Le ho esposto e non gli è stato affittato alcun Teatro. In ogni caso non i nostri spazi, se vengono richiesti per un utilizzo compatibile con le loro caratteristiche tecniche e funzionali, sono sempre concessi nell’ordine cronologico di arrivo delle relative istanze e non sulla base delle simpatie o del sentimento di qualcuno o di vincoli di amicizia di qualunque genere. 
Per quanto strano possa apparire a taluno esistono motivi tecnici, talvolta anche banali e tuttavia fondati e legittimi, per giustificare il quotidiano operare dei dipendenti pubblici, un operare certo non infallibile ma nella stragrande maggioranza dei casi onesto, corretto e disponibile. Così come onesto, corretto e disponibile è nella stragrande maggioranza dei casi il comportamento degli utenti …… nella stragrande maggioranza dei casi, non in tutti. 


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