Valentina Pitzalis a “Chi l’ha visto”: “Bruciata da Manuel per amore”

Il commovente racconto di Valentina nella trasmissione Rai: “La mia storia deve servire da monito a tutte le donne che subiscono violenza. Manuel voleva che morissimo entrambi per stare insieme per l’eternità. Ma nè lui nè nessun altro riuscirà mai a portarmi via il sorriso”

Valentina Pitzalis racconta quella maledetta giornata, quei drammatici ultimi 5 minuti con Manuel. Davanti alle telecamere di “Chi l’ha visto?”, va in scena il dramma della ragazza sarda bruciata dal kerosene, sopravvissuta miracolosamente alla violenza del marito Manuel, che muore invece in quel terribile litigio. “Lui mi aveva tradito, con una prostituta, per questo il nostro rapporto si era incrinato -dice Valentina- sono sopravvissuta a un inferno, sono qua a testa alta per dire a tutte le donne di non commettere gli errori che ho commesso io. Non sottovalutate i campanelli d’allarme, non chiudete gli occhi”. Valentina vuole insomma che la sua vicenda diventi un monito: “Ho conosciuto Manuel ed era un gran bel ragazzo con dei bellissimi occhi verdi, io avevo 19 anni. Per lui avevo lasciato il mio fidanzato di allora, con lui si era parlato anche di matrimonio. Per vero amore. Poi lui ha iniziato a cambiare, sempre più velocemente. Dopo il matrimonio mi ha visto come una sua proprietà. Ha iniziato a chiudermi nella sua gabbia, io non potevo nè studiare nè lavorare, nè avere amici, lui teneva persino il mio cellulare. La sua gelosia era enorme, non riusciva a staccarsi fisicamente da me. Le follie erano sempre state, però, solo verbali. Lui credeva che io lo tradissi, una cosa assurda perchè chiudeva a chiave anche la camera da letto di notte. Ero totalmente isolata, ed è quel che accade a tutte le vittime che subiscono violenza psicologica”.

Valentina continua il suo racconto: “Poi Manuel cominciò a fare uso di psicofarmaci, e un giorno confessò di avermi tradito, e lì è crollato tutto. Io mi ero annullata totalmente per lui. Io sono tornata a casa mia e l’ho lasciato, poi lui provò a riallacciare i rapporti. La separazione fu graduale. In quel periodo lui era agli arresti domiciliari, era finito nei guai. Poi quando fu liberato, un giorno mi attirò a casa sua con la scusa di un documento. Era un sabato. Sono andata incontro alla morte di una parte di me. Ricordo perfettamente la sua espressione quando mi aprì la porta, non aveva niente di strano. C’era la musica a tutto volume. Abbasso la musica e torno alla porta di ingresso, per andare via. Lui mi disse “Dai Vale, resta altri 5 minuti”. Mi sono girata per dirgli di no, prese in mano un innaffiatoio e mi gettò del liquido addosso, che mi arrivò in faccia. Ho sentito l’odore e ho capito che era benzina. Ho iniziato a provare panico. La sua espressione non era più la stessa, era un demonio. Aveva lo sguardo cattivo, mi ha detto “adesso lo vedi cosa ti faccio”…e mi ha dato fuoco. Ho aperto le braccia d’istinto, la mia mano bruciava. Non ho mai perso i sensi, mentre il mio corpo bruciava. Io lo chiamavo, gli dicevo “Vieni ad ammazzarmi, non sono morta”. Ho scoperto che era morto solo quando sono arrivati i soccorsi. Nella mia testa io voglio credere che lui abbia perso totalmente il senno e abbia premeditato questo gesto per porre fine a entrambe le nostre vite, per stare insieme per l’eternità. Gli inquirenti dicono che stava scappando, aveva i guanti di lattice, e che è morto soffocato per il fumo durante la fuga. Avevo avuto infiniti segnali di tutto questo, ma il mio amore era troppo grande. E pensare che continuo a ricevere attacchi sui social network da persone che sostengono che io abbia fatto tutto questo da sola per fama, soldi e successo. Ma io non mi nascondo,e lancio il mio messaggio: dalla violenza si può uscire, si può e si deve. L’amore non è sofferenza. Manuel ha portato via una parte di me, ma non il sorriso. Quello non me lo porterò via mai nessuno”.       


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