Uta, nuova discarica: il sindaco Porcu presenta una “Osservazione”

Il primo cittadino si rivolge alla Regione Sardegna per verificare se il progetto per la nuova discarica di servizio al termovalorizzatore Cacip è compatibile con le relative leggi in vigore

di Rossana Pintus

Durante il consiglio comunale del 1° settembre u.s. oltre alla nomina dei membri della commissione “Statuto e regolamenti” e dei componenti del Cda della Fondazione Villa Ada, l’amministrazione guidata da giugno da Giacomo Porcu, ha comunicato ai cittadini utesi le azioni svolte in merito al progetto di valutazione di impatto ambientale (Via) prevista nella zona industriale del comune di Uta a seguito della imminente costruzione della nuova “discarica per rifiuti non pericolosi” in località S’Otioni Mannu, vicinissimo al nuovo carcere e alla Comunità di “Camp’e Luas” e a pochi chilometri da Capoterra. E’ stato evidenziato che l’identificazione del sito sia datata 2007, con incontri che hanno coinvolto le amministrazioni susseguitesi con gli organi regionali competenti e il Cacip, oltre al fatto che già da dicembre 2014 copie degli atti del progetto sono state depositate in comune. In vista della presentazione al pubblico del progetto da parte del Cacip previsto per il 2 settembre, l’amministrazione ha coinvolto tutti i consiglieri per verificare i passi compiuti dalle precedenti amministrazioni. Dall’incontro è emerso un quadro di non adeguata conoscenza del progetto in questione. Il 2 settembre pomeriggio, presso la saletta conferenze del Cacip, alla presentazione del progetto, sono presenti la dirigenza del Cacip e i docenti universitari incaricati della redazione del progetto, il servizio di valutazione ambientale della Regione Sardegna, il sindaco di Uta Giacomo Porcu, un comitato spontaneo di cittadini e alcune associazioni ambientaliste tra cui “Sardigna Libera”. Salvatore Mattana, presidente del Cacip nonché sindaco di Sarroch, ha presentato le finalità della discarica, che sarebbe indispensabile per l’abbassamento delle tariffe Tari in quanto ridurrebbe gli attuali costi di trasferimento dei rifiuti a Villacidro e a Serdiana. Le polemiche e gli interventi da parte del pubblico non sono mancati, dettati dalla preoccupazione per la salute di tutti gli abitanti del territorio, che verrebbe ulteriormente minata. Nell’area industriale di Macchiareddu infatti, secondo i dati Arpas di uno studio sulla qualità dell’aria del 2013, persistono criticità per quanto riguarda l’anidride solforosa, peraltro nel centro abitato il Pm10 (ma anche l’ No2 benché in misura limitata) evidenzia un peggioramento nel periodo invernale, rispetto agli anni precedenti, e l’ozono mostra una situazione con aumento sulle misure del valore obiettivo per la protezione della salute umana. Dopo aver ascoltato tutti gli esperti presenti, il sindaco di Uta Giacomo Porcu, ha presentato alla Regione autonoma della Sardegna, e fatto acquisire agli atti, una “Osservazione” che mira a verificare: se il progetto sia compatibile con le leggi susseguitesi dal 2007 (data di individuazione del sito) sino ad oggi, come ad esempio quella sulla impossibilità di fare qualsiasi intervento in zone attraversate da incendi, come quella che dovrebbe essere sede della discarica.

La presenza di uno studio di compatibilità idraulica, dal momento che il fatto che il sito sia stato escluso dal Piano stralcio, di per sè non attesta l’assenza di criticità; l’assenza di una analisi dei costi e dei benefici dell’intervento. «Ci si è riservati anche la possibilità di ulteriori osservazioni nel proseguo», dice Giacomo Porcu, «si è ribadita l’esigenza di un incontro a Uta per favorire la partecipazione dei cittadini, richiesta a cui hanno dato disponibilità i relatori e il Servizio regionale», conclude il sindaco di Uta, anche il Comitato spontaneo dei cittadini locali per la valutazione dei rischi legati alla realizzazione della “discarica”, ha presentato una “Osservazione” esprimendo contrarietà in merito, agli Assessorati dell’ambiente, dell’igiene e della sanità; alla Asl n°8 di Cagliari; all’Arpas; al direttore della Casa circondariale “Ettore Scalas”; all’Istituto per il recupero dei tossicodipendenti di Camp’e Luas; e per conoscenza ai consigli comunali di Uta, Assemini e Capoterra. Nell’Osservazione si fa presente che la documentazione è carente nella valutazione dell’impatto reale in relazione agli impianti già esistenti nel territorio interessato, ponendo ulteriori rischi per la salute dei cittadini. Nel documento si chiede quindi che nell’interesse della cittadinanza e in ossequio alle norme in materia ambientale e sanitaria, le autorità competenti accertino ogni condizione portata alla loro attenzione. Pertanto, considerato il rilevante impatto che il manufatto potrà avere, il comitato spontaneo dei cittadini, chiede che siano acquisite le valutazioni e le tabelle di monitoraggio ambientale relative alla zona dell’intervento e si verifichi l’esistenza di reali situazioni di pericolo per la salute pubblica.