Una giunta a metà dopo l’azzeramento di Solinas: subito i primi nomi, poi gli altri

E’ l’ultima ipotesi che filtra da Villa Devoto: il governatore, alle prese con riassegnazione delle deleghe, innesti e rispetto delle quote rose, difficilmente riuscirà a far quadrare il cerchio già stasera. Si ipotizza quindi di far ripartire la giunta bis con i nomi certi e nelle prossime ore aggiungere gli altri. Oppure si andrà direttamente alla prossima settimana

Otto mesi per azzerarla, 24 ore per varare il bis. Ma molto difficilmente Solinas, che ha ritirato le deleghe ieri in tarda serata, riuscirà a rispettare i tempi promessi. Potrebbe però ricorrere a uno stratagemma per non lasciare troppo a lungo la Sardegna senza governo regionale: riassegnare le deleghe certe già stasera e poi procedere con le altre nomine, quelle che richiedono incastri ed equilibrismi politici, nei prossimi giorni.  L’azzeramento, all’indomani dell’udienza di parifica del bilancio in Corte dei Conti alla presenza dell’ormai ex giunta al completo, significa che tutte le deleghe sono al momento nelle mani del presidente.

 

E mentre impazza il toto-assessori, con i fari puntati sul leghista Mario Nieddu che potrebbe perdere la Sanità e uscire dall’esecutivo forse con un paracadute romano, alcuni nomi sono certi e intoccabili: sicuri della riconferma sono Fasolino al Bilancio e Sanna all’Urbanistica. Probabile anche la conferma di Chessa al Turismo, mentre Valeria Satta, attualmente agli Affari Generali, potrebbe passare all’Agricoltura e Biancareddu, Udc, attualmente all’Istruzione potrebbe traslocare ai Trasporti lasciano il posto a Saiu della Lega. Potrebbe entrare in giunta anche Andreina Farris agli Affari Generali. In forse gli altri assessorati, a partire da quello alla Sanità dove Doria viene dato in vantaggio su Nieddu. Forza Italia insiste su Tedde, ma questo mette in difficoltà il presidente Solinas che invece avrebbe voluto il nome di una donna per rispettare l’equilibrio di genere.

 

Di sicuro, il rimpasto è fortemente condizionato dai rapporti ormai logorati fra Psd’az e Lega, dunque fra Solinas e Salvini che l’ha prima voluto e fatto eleggere senatore e poi governatore. L’idillio è finito da tempo, e il ridimensionamento delle deleghe alla Lega da tre a due lo certificherebbe definitivamente, compromettendo così anche le possibili alleanze per le regionali di febbraio 2024.

 

L’altra ipotesi è che si rimandi tutto a lunedì, o comunque alla prossima settimana, lasciando in ansia i diretti interessati per tutto il weekend.


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