“Una bella pulizia”, e prende il simbolo del Pd utilizzando i guanti: foto choc del leghista Giagoni

Il capogruppo leghista Dario Giagoni pulisce il suo nuovo ufficio e posta una fotografia mentre, con tanto di guanti in lattice,  “ripulisce” la stanza da un maxi adesivo del Partito democratico: “Una bella pulizia del nuovo ufficio”. E arriva subito l’attacco del presidente dell’Anci Emiliano Deiana: “Dov’è il rispetto per le istituzioni?”

Ha pubblicato tre foto – una, con alle spalle anche il crocifisso sul muro – nel suo nuovo ufficio da consigliere regionale. Ma le altre due immagini, il capogruppo della Lega Dario Giagoni, le ha “sparate” sul suo profilo Facebook solo per qualche minuto. Il tempo necessario perchè qualcuno le scaricasse e le ripubblicasse: ma cosa c’era di tanto clamoroso nelle due foto? In una, si vede Giagoni mentre, con tanto di guanto blu nella mano sinistra, prende con la punta delle dita un simbolo del Pd – probabilmente un maxi adesivo, anche se sui social c’è chi scrive che potrebbe trattarsi di un tappetino per mouse -. “Una bella rinfrescata e pulizia del nuovo ufficio per spazzare via il passato e prepararci alle nuove sfide. Le porte del mio nuovo ufficio sono aperte a tutto il popolo sardo”, così ha scritto Giagoni a corredo del post. Tra chi ha subito notato la foto delle polemiche, oltre alla nostra redazione, c’è anche Emiliano Deiana, presidente dell’Anci.

 

“Mi riferiscono che il capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Dario Giagoni,  ha rimosso le foto offensive nei confronti dei rappresentanti istituzionali del Pd, dei suoi elettori e dei suoi militanti. Poichè non esiste la ‘damnatio memoriae’ sui social network e poichè non siamo bambini della scuola materna mi aspetto che l’On.le Giagoni formuli le sue scuse pubbliche alle persone che ha ritenuto di offendere col suo squalificante, dal punto di vista umano, politico e istituzionale, post di stamattina e che, in assenza delle scuse, intervenga il presidente del Consiglio regionale, Michele Pais, al fine di ripristinare un minimo di decoro e di rispetto all’interno delle istituzioni”.

 


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