Tutti pazzi per FaceApp, la App che ci rende più anziani: funziona così, ma occhio alla privacy

Nelle ultime settimane FaceApp è letteralmente esplosa, dando origine a uno di quei fenomeni imprevedibili che tanto ricercano le aziende: la viralità. Ora si parla di FaceApp Challenge, il gioco a postare le proprie foto sui social con il volto invecchiato di 40 anni. Ma attenzione alla privacy….una volta elaborata l’immagine, potrebbe essere memorizzata e archiviata nei server di una società russa

Tutti pazzi per FaceApp, la App che ci rende più anziani: funziona così, ma occhio alla privacy. Si tratta di una app disponibile sia per Android che per iOS che ha cominciato a circolare in rete dal gennaio 2017, quando venne rilasciata dalla società russa Wireless Lab, di Yaroslav Goncharov.È gratuita, ma alcuni degli effetti più interessanti sono a pagamento (3,99 euro al mese oppure 19,99 euro all’anno e 43,99 per sempre). Come rivela nei dettagli Quotidiano.net, si tratta di £un’applicazione semplice e divertente che permette di modificare il proprio volto rendendolo più giovane o più anziano, ma puoi anche scegliere che taglio di capelli avere, la barba da hipster, o il trucco.

Nelle ultime settimane FaceApp è letteralmente esplosa, dando origine a uno di quei fenomeni imprevedibili che tanto ricercano le aziende: la viralità. Ora si parla di FaceApp Challenge, il gioco a postare le proprie foto sui social con il volto invecchiato di 40 anni. Leonardo DiCaprio, Tommaso Paradiso, Gigi Buffon, Silvio Berlusconi e tanti altri, personaggi famosi o meno, hanno risposto alla sfida con i loro visi trattati con l’effetto invecchiamento. Altri come Donald Trump hanno fatto l’opposto, mostrandosi ringiovaniti”. C’è una conseguenza che ha a che fare con la privacy: una volta elaborata l’immagine, potrebbe essere memorizzata e archiviata nei server della società russa. Se ti interessa capire che fine possono fare i tuoi dati, meglio informarsi bene. E c’è anche un altra questione che coinvolge lo sviluppatore russo: il filtro Hot, progettato per rendere più accattivante un volto, è stato accusato di razzismo perché basato su un’idea di bellezza non universale ma coincidente con i tratti somatici caucasici, con pelle bianca e altre caratteristiche delle popolazioni europee. La società si era scusata spiegando che la IA della app processava solo volti caucasici per allenare la rete neurale del programma e la conseguenza era la proposizione di canoni di bellezza molto parziali. Così venne eliminata.


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