Tutti in bici allo stadio, ma Cagliari è davvero una città ciclabile?

Il Cagliari Calcio lancia la sfida agli amanti delle due ruote che domani potranno andare in bici a vedere Cagliari-Roma. Ma tra piste interrotte, automobilisti indisciplinati, ciclisti in mezzo alla strada e cospicui finanziamenti pubblici Cagliari è effettivamente una città a misura di ciclista?

di Alessandro Zorco

 Tutti in bici allo stadio. Domani in occasione della partita Cagliari-Roma, sperando nella clemenza del tempo, il Cagliari Calcio e l’associazione Fiab Cagliari Città Ciclabile Onlus hanno organizzato una pedalata per andare allo stadio e tifare i rossoblù coniugando la passione per la bici e quella per il calcio.  Gli amanti delle due ruote che hanno prenotato per tempo il servizio potranno parcheggiare le biciclette nel piazzale interno del Sant’Elia.

L’iniziativa del Cagliari Calcio, molto interessante in prospettiva della bella stagione in arrivo, va di pari passo con la politica dell’amministrazione comunale cagliaritana che fa delle piste ciclabili il suo fiore all’occhiello. Le piste ciclabili cagliaritane sono oggetto di grandi elogi ma anche di altrettanto grandi critiche. Sui social network è in atto una lotta senza esclusione di colpi tra gli amici delle due ruote e i loro detrattori. I ciclisti se la prendono con gli automobilisti indisciplinati, i loro nemici li accusano invece di essere a loro volta indisciplinati e di violare le regole della strada.  

La verità, che ovviamente sta nel mezzo, è che sono ancora pochi i ciclisti che si avventurano in bici nel centro di Cagliari, forse perché le piste sono sistemate tra il marciapiede e le auto parcheggiate ed è enorme il rischio di essere presi a sportellate dall’auto di turno appena parcheggiata da cui il passeggero esce senza controllare. E forse perché molti percorsi sono interrotti improvvisamente o ostruiti da un cassonetto o qualcos’altro che trasforma la passeggiata in bici in un percorso ad ostacoli inaccessibile soprattutto per chi ha bambini. Tutti inconvenienti che potrebbero essere sicuramente rivisti nella realizzazione del nuovo intervento annunciato qualche mese fa dal Comune di Cagliari che ha stanziato altri due milioni di fondi europei per fare un maquillage dei cinque chilometri di piste ciclabili esistenti e ridisegnarne ex novo altri 10 chilometri.  

Quanto ai costi si segnala il suggerimento dell’ingegnere cagliaritano Giorgio Demurtas, esperto in tematiche energetiche, che a più riprese ha segnalato al Comune di Cagliari che il “Rasocrete”, l’asfalto rosso scuro attualmente utilizzato per rivestire l’asfalto e realizzare le piste ciclabili è molto costoso. Analizzando i progetti del Comune, l’ing. Demurtas ha notato che eliminando questo materiale ed evidenziando i soli attraversamenti ciclabili con il colore celeste (indicato come il migliore per la sicurezza dei ciclisti da studi internazionali) si avrebbe un notevole risparmio con cui realizzare ulteriori nuove piste ciclabili con evidente beneficio per la sicurezza dei ciclisti. “La realizzazione di queste piste ciclabili – ha scritto – potrebbe facilmente diventare il fiore all’occhiello del Comune di Cagliari, avvicinandolo agli elevati standard di sicurezza ed efficienza della spesa pubblica tipica dei paesi scandinavi”. Insomma c’è molto da fare, ma per la verità molto è stato fatto. Ottimo ad esempio il servizio comunale di bike sharing che oggi è dislocato in dieci punti della città e potrebbe essere ulteriormente ampliato.  

Ma – lo chiediamo ai nostri lettori – Cagliari, con i suoi rettilinei ma anche con le sue faticosissime salite, è veramente una città a misura di bicicletta?  

 


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