Tutela del patrimonio geologico, speleologico e geominerario: tavolo tecnico a Roma

Le deputate Deiana e Terzoni: “Per la salvaguardia dei beni ambientali c’è una totale carenza di leggi nazionali”

Sabato scorso, 13 aprile, si è tenuto a Roma un tavolo tecnico, voluto dalla SSI, Società Speleologica Italiana, con le deputate del Movimento 5 stelle Paola Deiana e Patrizia Terzoni, per illustrare il disegno di legge, da loro presentato e firmato dai colleghi pentastellati, sulla tutela, valorizzazione e gestione del patrimonio geologico, speleologico e geominerario.

Presenti alla riunione anche i referenti CAI (Club Alpino Italiano) e FSR (Federazioni speleologiche regionali).

La proposta di legge stabilisce criteri e princìpi per la tutela, la valorizzazione, l’individuazione, la classificazione, il monitoraggio e la gestione, anche a fini turistici, di tali siti e prevede l’istituzione della rete dei parchi geominerari.

“Secondo l’articolo 117 della Costituzione, la tutela dei beni ambientali è prerogativa dello Stato, ma per quanto riguarda questi siti, che non sono solo beni ambientali, ma veri e propri monumenti naturali, si ha una totale carenza di leggi nazionali. A nostro avviso – sottolineano Paola Deiana e Patrizia Terzoni – questo rappresenta una lacuna che deve essere colmata considerato che il territorio italiano è particolarmente ricco di questo tipo di formazioni”.

La proposta di legge “non intende sovrapporsi al lavoro svolto dalle Regioni e dalle associazioni, ma – spiegano le deputate – armonizzare le diverse normative regionali prevedendo strumenti che possono essere applicati e replicati in tutto il territorio nazionale e stabilendo criteri condivisi e omogenei per il riconoscimento e la classificazione dei geositi ipogei e del patrimonio speleologico. Una particolare attenzione è rivolta alla tutela di questi meravigliosi luoghi e all’istituzione di un catasto nazionale condiviso”.

“Per portare a termine questo grande progetto – concludono le parlamentari -, a nostro avviso è necessaria una legge quadro nazionale, che detti le linee guida e che copra a 360 gradi il lavoro già svolto, che riunisca le diverse normative regionali garantendo criteri di qualità e di classificazione scientifica omogenei e che sia in grado di assicurare la tutela ambientale degli ecosistemi interessati”.

“È stato un incontro molto costruttivo – hanno detto le parlamentari -. Sono stati affrontati punti dirimenti e siamo aperte a eventuali modifiche sulla scorta dei pareri degli esperti che abbiamo sentito”. 


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