Tumori in Sardegna, l’sos dei malati: “Liste d’attesa troppo lunghe”

Per un intervento chirurgico si devono attendere anche due mesi, in un’Isola dove vivono 76mila malati di cancro: “Il lavoro di medici e infermieri è comunque molto apprezzato”

La pecca principale? “Le liste d’attesa”, troppo lunghe. Un particolare non di poco conto, quando si ha a che fare con un tumore, è questa la lamentela che unisce i tanti malati cagliaritani e sardi ascoltati dall’associazione onlus Salute Donna. Per un intervento chirurgico, spesso, possono trascorrere anche “due mesi”, come spiega Francesca Bruder, oncologa al Businco di Cagliari. Tra le cause, quella principale sembra essere legata “al grande numero di pazienti, la disponibilità dei chirurghi è limitata e non riescono a smaltire la lista d’attesa in tempi brevi”. Insomma, ancora nulla di nuovo sotto il sole, almeno alla voce “lamentele” da parte dei pazienti. Gli stessi, però, giudicano molto positivo il lavoro di medici e infermieri: tra le corsie, infatti, vengono premiate anche “le relazioni umane la chiarezza informativa e la preparazione e professionalità”, come si legge nel report divulgato dalla onlus. E, tra i numeri più interessanti della ricerca, spicca anche quello legato al numero di malati, il sette per cento del totale, che ha scelto di andare a curarsi fuori dall’Isola.

 

“I sardi si accontentano di quello che hanno in termini di assistenza sanitaria, un’offerta che fa i conti con la peculiarità geografica della Sardegna. Noi però non ci accontentiamo”, spiega la presidentessa della onlus Annamaria Mancuso, “la politica regionale deve fare in modo che i malati di cancro non debbano sentirsi come pazienti di serie B”. Anzi: “Devono poter usufruire di una maggiore possibilità di scelta tra i diversi Centri di cura”.

 


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