Tsunami bollette, incubo crack per bar e ristoranti: a Cagliari c’è chi chiude per restauro per risparmiare

I costi di luce e gas sono alle stelle e il Governo, interlocutore indispensabile per le aziende, ancora non c’è. Medda: “Tante le strategie per resistere, compreso il restauro dei locali. Senza provvedimenti da Roma tanti dopo il 31 dicembre non riapriranno. C’è il rischio catastrofe”.


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Lo tsunami bollette si abbatte su bar e ristoranti. Luce e gas sono alle stelle e anche il prezzo del carburante potrebbe riprendere la corsa verso l’alto. Mentre il Governo, interlocutore indispensabile per le aziende, ancora non c’è. Si guarda con apprensione al calendario: la data segnata è quella del 31 dicembre, quando tanti potrebbero decidere di chiudere per non affrontare un altro anni fiscale. Così si corre ai ripari. C’è chi tagliano ore di lavoro per risparmiare sulla bolletta e chi tiene chiuso per restauro o lavori.

“Sono tante le strategie adottate per tenere aperte le attività”, dichiara Marco Medda, presidente di Confesercenti del Sud, “chi chiude per restauro o rinuncia a ore di lavoro o ancora all’accumulo di scorte. Purtroppo siamo tutti spesati perché ancora non c’è un Governo che possa darci le risposte. Noi abbiamo chiesto al Prefetto un intervento governativo per impedire lo slaccio dell’utenza elettrica a tutte le imprese che hanno subito un aumento oltre al 50% rispetto alla fattura precedente. E che, considerata la straordinarietà della situazione, le bollette vengano rateizzate in almeno 24 mesi, evitando in questo modo una catastrofe imprenditoriale in tutta Italia”.


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