Truzzu verso l’addio a Cagliari, città in mano per mesi a un commissario: a casa assessori e consiglieri

Se vince il centrodestra non ci sarà alcun dubbio sull’addio del sindaco a palazzo Bacaredda. Ma ambienti del centrodestra danno per scontato il trasloco in consiglio regionale anche in caso di sconfitta. E con le comunali alle porte la prospettiva è quella del commissariamento. Proprio mentre il capoluogo è soffocato dai cantieri


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Dimissioni dei sindaco e Cagliari commissariata per un paio di mesi fino a giugno. E nel bel mezzo dei cantieri che stanno complicando la viabilità cittadina. E’ questa la prospettiva che sta maturando nel capoluogo con la candidatura del primo cittadino Paolo Truzzu alle regionali. Domani si vota e lunedì arriveranno i risultati.

Se vince il centrodestra non ci sarà alcun dubbio sull’addio a palazzo Bacaredda. Ma ambienti del centrodestra  danno per scontato il trasloco in consiglio regionale anche in caso di sconfitta.  Potrebbe rimanere in sella nel caso in cui dovesse arrivare terzo o quarto nella sfida tra governatori (ma lo scenario è ritenuto improbabile).

Truzzu a villa Devoto o in consiglio diventerebbe automaticamente incompatibile. Non decadrebbe immediatamente ma avrebbe la facoltà di scegliere. perché se non dovesse farlo la questione potrebbe essere sollevata  in consiglio comunale o regionale. In quel caso avrebbe 15 giorni di tempo per decidere. In caso di dimissioni, praticamente scontate, essendo prossima la data delle elezioni comunali (prevista a giugno) il nuovo presidente dovrà nominare il commissario straordinario e tutto il consiglio comunale andrebbe a casa.

Sarà quindi molto probabilmente un commissario straordinario a governare Cagliari per i prossimi mesi. Un periodo molto caldo per la città, soffocata da tanti cantieri. Uno scenario simile a quello di 5 anni fa. Zedda si dimise e Solinas nominò un commissario, proprio mentre era in rodaggio il nuovo servizio di raccolta dei rifiuti e la città si riempì di spazzatura proprio sotto le elezioni. Zedda e l’allora candidata Ghirra misero nel mirino la gestione commissariale, ma la sinistra perse le elezioni al primo turno con uno scarto di poche decine di voti.

 


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