“Troppe spiagge sarde vietate ai disabili, per portare mia figlia devo sollevare la carrozzina da 90 chili”

L’estate “impossibile” di Roberta Contu, mamma 41enne di Settimo San Pietro: “Le pedane sono a metà, poi devo portare la mia bambina, immobilizzata dall’atrofia muscolare, in braccio con la carrozzella. Servono più spiagge attrezzate, il mare dev’essere un diritto di tutti, anche dei disabili”

Ha girato varie spiagge sarde, e ben poche, a suo dire, possono meritare quel “bollino” di praticabilità per le persone diversamente abili. Roberta Contu, mamma 41enne di Settimo San Pietro, ha due figli. La più piccola ha appena nove anni ed è costretta in carrozzina per colpa di un’atrofia muscolare che, praticamente, non le permette di camminare. E poterle far godere del mare sardo è un’impresa: “Sono stata a Porto Giunco, giusto per fare un esempio. Lì c’è la pedana, ma è a metà. Una volta finita devo caricarmi mia figlia e la sua carrozzina da novanta chili sulle spalle. Praticamente impossibile, siamo costrette a rinunciare al mare e, ciò che più mi fa rabbia, è che so che mia figlia non è l’unica che vive questo disagio. Sono stata anche da altre parti, le estati scorse, nell’Isola, ma i litorali davvero attrezzati sono ben pochi”.
Da qui l’appello della donna: “Spero che i Comuni provvedano a realizzare pedane più lunghe e comprendano che la spiaggia e il mare devono essere un diritto di tutti e per tutti, anche per chi è diversamente abile”.


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