Si rompe il traghetto, 200 lavoratori sardi bloccati in Corsica da 10 giorni: caos trasporti nell’Isola

Non ci sono altre imbarcazioni disponibili e così centinaia di lavoratori isolani (Villacidro, Oristano, ecc) sono fermi a Porto Vecchio (coi loro camion) e non possono tornare in Sardegna. Oggi la beffa: una nave li imbarca per Porto Torres, ma va in avaria dopo qualche minuto ed è costretta a tornare indietro

Il traghetto ha urtato gli scogli, lo scafo si è squarciato e l’imbarcazione non può viaggiare. Così 200 trasportatori sardi, con tutti i loro mezzi aziendali, sono bloccati da 10 giorni in Corsica e non possono rientrare. E sono in albergo a spese delle aziende per le quali lavorano.

Tutto parte il 6 febbraio scorso, quando dopo forte urto con gli scogli il traghetto Moby Giraglia,  è rientrato nel porto di Santa Teresa di Gallura e si sono così bloccati i collegamenti con la Corsica. E per oltre 200 lavoratori sardi da Villacidro, Buddusò, Oristano ecc comincia l’odissea: non ci sono altre navi disponibili per rientrare in Sardegna.

Oggi la nave Kalliste ha tentato di salpare coi lavoratori a bordo da Propriano verso Porto Torres, ma la nave è rientrata dopo qualche minuto di navigazione per un’avaria: una beffa. E un danno per le imprese sarde e corse.

Disperati i lavoratori attualmente a Porto Vecchio in attesa di rientrare. Nel mirino delle imprese la compagnia Moby. “Vanno avanti di promesse in promesse ma loro devono risolvere la situazione”, dichiara Cristian Pittau.

“La Regione sarda continua a dormire”, attacca Mauro Pili, “e a coprire il misfatto e senza perdere altro tempo deve revocare la convenzione senza se e senza ma”.


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