Tortolì, si festeggiano i Santi ignorando la paura degli animali: “Petizione di protesta contro i petardi Cuettus”

La denuncia di Maurizio Cheri: “Durante le processioni vengono sparati i cosiddetti “cuettus”, ovverosia dei petardi che fanno un frastuono terribile, e perdipiù con una cadenza inaspettata, che provocano spavento e disagi a persone e animali”

Buondì,

mi presento, mi chiamo Maurizio Cheri e vorrei raccontarvi una storia.

Ogni anno si svolgono, a Tortolì, le celebrazioni di San Salvatore, San Lussorio e San Gemiliano.

Durante le processioni vengono sparati i cosiddetti “cuettus”, ovverosia dei petardi che fanno un frastuono terribile, e perdipiù con una cadenza inaspettata, che provocano spavento e disagi a persone e animali.

Questi cuettus sono oggetto di controversia da diversi anni ormai, ma la gente fa fatica a parlarne perché ogni qualvolta l’argomento salta fuori si viene duramente attaccati in quanto lo zoccolo duro del paese sostiene che “Le tradizioni non si toccano”

A noi pare invece che le tradizioni debbano andare al passo coi tempi e che quando salta fuori la consapevolezza che alcune pratiche non sono più utili e soprattutto, creano dolore e disagi, sia giunta l’ora di abbandonarle.

Ho quindi deciso di riaffrontare l’argomento sui social, in maniera educata, e come da aspettative, alcune persone mi hanno vomitato addosso tutto il loro disprezzo.

Visto questo, anziché continuare solamente a parlarne buttando parole al vento e sprecando tempo ed energia, ho deciso di intraprendere un’azione risolutiva, creando una petizione online, diretta all’amministrazione di Tortolì ed alla Diocesi di Lanusei, in modo che le il pensiero condiviso di chi dissente da questo tipo di pratiche possa arrivare direttamente con chi può prendere provvedimenti in merito.

E inoltre essere da esempio con chi vuole far sentire la propria voce riguardo a situazioni simili.

Vi contatto quindi,

certo che abbiate a cuore il problema e che siate interessati ad alimentare un dibattito costruttivo, che necessita di essere affrontato da quante più persone possibili,

chiedendovi appunto di dare risalto a questa storia in modo che la gente ne parli e si possa risvegliare nelle coscienze sensibilità ed empatia, che sembrano ormai perse.

Potete trovare del materiale sulla mia pagina Facebook (Maurizio Cheri) e al seguente link:

https://www.change.org/Sìaifesteggiamentinoaibotti


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