Temussi: non abbiamo vaccini per garantire ai sardi il green pass allargato

Il commissario straordinario dell’Ats spiega che, con l’attuale numero di dosi, non si potrà assicurare a tutti quelli che lo chiederanno il lasciapassare per ristoranti, bar, cinema, palestre e piscine. Chi non ha il certificato rischia di doversene stare a casa. E sui tamponi negli scali: impossibile controllare tutti, faremo test a campione.

“Non abbiamo abbastanza vaccini” per soddisfare le richieste che si presume aumenteranno, se davvero entrerà in vigore il green pass allargato, indispensabile per entrare anche in bar, ristoranti, cinema, teatri, piscine o stadi. Il commissario dell’Ats, l’Azienda unica della salute, Massimo Temussi, lo dice senza mezzi termini: se anche in Sardegna ci sarà l’impennata di richieste come è accaduto in Francia dopo l’annuncio di Macron, sarà un problema. E i sardi non vaccinati rischiano di doversene restare a casa, in piena estate, quando nessuno immaginava che il virus avrebbe così rapidamente rialzato la testa. A meno che non si sottopongano a tampone ogni due giorni. “Stiamo somministrando tutti i vaccini, non teniamo più le scorte per le seconde dosi in frigo come facevamo all’inizio, infatti ora siamo fra le prime regioni per inoculazioni. Ma – spiega Temussi – delle circa 19mila dosi quotidiane, solo 2.500-3.000 vanno alle prime dosi, tutto il resto ai richiami, e non possiamo fare altrimenti. Ogni giorno sentiamo la struttura commissariale, da parte loro c’è massima disponibilità, ma anche loro devono fare i conti con i vaccini che arrivano e devono distribuire fra le regioni”.

Eppure, ormai è chiaro che vaccinarsi è l’arma vincente: non evita il contagio ma scongiura il rischio di ammalarsi gravemente. “I dati parlano chiaro – conferma Temussi – dei 46 attualmente ricoverati, 15 sono no vax, gli altri hanno fatto solo la prima dose. Solo uno è in condizioni gravi, ma aveva già alcune patologie, gli altri sono ricoverati più che altro per precauzione”. E se la prossima settimana entrerà in vigore il green pass alla francese ma continueranno a esserci pochi vaccini, al momento si viaggia sulle 100mila dosi consegnate a settimana, cosa succederà? “Succederà che chi non è vaccinato non si potrà muovere, ma noi non possiamo farci niente. Magari arrivassero più dosi, riusciremmo anche ad anticipare l’immunità di gregge che ora, con questi ritmi, è prevista per fine settembre”, dice ancora Temussi.

Per quanto invece riguarda i tamponi agli arrivi, non si potrà fare altro se non controlli a campione. Impossibile, matematicamente e umanamente, tamponare tutti quelli che arrivano da zone a rischio. “Solo a Olbia ieri sono arrivate 28mila persone e a Cagliari 12 voli in un’ora e mezzo con 3.000 persone, è chiaro che con numeri così non possiamo controllare tutti. Faremo il possibile, consapevoli che ancora una volta sono mancati i controlli alla partenza, l’unico vero modo di gestire la situazione. Non hai il green pass? Non parti: è lineare e semplice, invece è saltato ogni tracciamento e siamo costretti a salvare il salvabile. Si è già ricominciato a parlare della Sardegna in termini negativi, prima regione per incidenza di contagi e così via: ovvio che sia così, visto che siamo la regione con più arrivi turistici in assoluto”.

E anche se il Covid domina i pensieri di tutti, non bisogna dimenticare che con la popolazione triplicata, il sistema sanitario con pronto soccorso e ospedali è fortemente sotto pressione anche per l’ordinario. “Per questo sono molto preoccupato. Abbiamo pochi medici, molti sono andati in pensione e dobbiamo gestire l’ondata di turisti”. E non c’è un modo per aumentare l’organico? “Abbiamo fatto un bando per 50 medici di pronto soccorso. Si sono presentati in 2”, conclude Temussi.


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