Teatrino delle nomine della Sanità, il centrosinistra dà il peggio

L’opinione di Ignazio Locci, consigliere regionale

di Ignazio Locci- consigliere regionale Forza Italia

Il centrosinistra sta mettendo in mostra il peggio di sé, con i piccoli partiti protagonisti della strategia di ricatto del Governatore. La stagione (senza fine) delle nomine nella Sanità chiarisce, ammesso ce ne fosse ancora bisogno, quale sia l’interesse della maggioranza: occupare le poltrone e continuare ad alimentare i centri di potere con i soliti mezzucci. Gli indipendentisti, poi, in quanto a ipocrisia, non li batte nessuno: sono interessati solo al “metodo” con cui si procede alle nomine. Questioni di bassa lega, insomma, roba di una Prima Repubblica rediviva grazie al centrosinistra alla guida della Regione. Non paghi della pessima figura rimediata con la designazione del super manager della Asl unica, i professori si sono prodotti nel solito teatrino delle assegnazioni, questa volta rinnovando i commissari al timone delle Aziende sanitarie.

 

La Giunta dovrebbe avere il coraggio di andare oltre il “conosciuto”, mandando a casa tutti i manager che sono stati protagonisti di questa stagione di commissariamenti: sono sempre gli stessi che da anni si avvicendano alla guida delle varie aziende sanitarie con l’alternarsi delle diverse stagioni politiche. I veri artefici e protagonisti della situazione drammatica in cui versa la Sanità sarda, quella “longa manus” della politica che da 35 anni la fa da padrona nella Sanità sarda.

 

Non si dimentichi, il centrosinistra, che la Sanità sta subendo i contraccolpi delle loro beghe, in termini di aumento del disavanzo e, cosa ancor più grave, di disservizi, con medici e infermieri ostaggi di logiche distruttive e cittadini (specie quelli non rientranti nell’orbita Cagliari-centrica) vere vittime di un sistema sanitario che ogni giorno perde un pezzo. Se non cambia la mentalità della politica, siamo sicuri che non sarà possibile trovare un manager all’altezza del compito nemmeno nel Polo Nord. Ma crediamo che, se si esce dal solito giro di amici degli amici, anche in Sardegna si può rintracciare qualche dirigente pubblico cui affidare la guida delle aziende sanitarie.

 


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