TartaLife, la cura delle tartarughe in Sardegna spiegata ai cittadini

L’InFo Day

Si svolgerà domani 4 febbraio, presso il Museo del Porto di Porto Torres, il primo Info Day del progetto TartaLife in Sardegna sui temi legati alla tutela e conservazione della Caretta caretta nel Mediterraneo e della diversificazione ed integrazione dell’attività di pesca professionale.

 

Nello specifico la giornata sarà suddivisa in due momenti. Durante la mattinata un pubblico di studenti della Istituto Comprensivo N.1 Porto Torres assisterà alla presentazione del progetto TartaLife evidenziando gli aspetti più divulgativi del progetto che mira a sensibilizzare anche il grande pubblico sull’emergenza in cui le Caretta carettaversano nel Mediterraneo. Nel pomeriggio, a partire dalle 16,  il focus dell’incontro si concentrerà sulle azioni specifiche del progetto che ha come obiettivo la riduzione della mortalità della tartaruga marina nelle attività di pesca professionale. 

Ogni anno infatti sono circa 70.000 le tartarughe che abboccano agli ami utilizzati per la pesca al pescespada, oltre40.000 restano intrappolate nelle reti a strascico e circa 23.000 in quelle da posta per un totale  di 133.000 catture con oltre 40.000 casi di decesso.  

Il momento formativo e informativo è organizzato dal personale del Parco Nazionale dell’Asinara e Area Marina Protetta “Isola dell’Asinara, uno dei partner coinvolti nel progetto, ed ha l’obiettivo di incontrare non solo le marinerie ma anche le capitanerie, la guardia forestale e tutti coloro che manifestano interesse all’argomento. 

Il progetto TartaLife, realizzato con il contributo dalla Commissione Europea tramite lo strumento finanziario Life+,ha lo scopo di tutelare le tartarughe marine Caretta caretta attraverso interventi specifici che prevedono non solo il rafforzamento dei presidi di recupero e di primo soccorso lungo le coste italiane, ma anche e soprattutto il coinvolgimento delle attività di pesca professionale.  

Per ridurre la cattura accidentale delle tartarughe marine con le reti a strascico TartaLife sta già sperimentando in alcune delle marinerie italiane un dispositivo meccanico denominato TED. Si tratta di una griglia cucita all’interno della rete (prima del sacco terminale) che ha il compito di sbarrare la strada alla tartaruga ma non al pesce. Le tartarughe urtando contro il TED ritroveranno la libertà attraverso un’apertura della rete chiusa da un altro panno di rete cucito solo parzialmente. Per ridurre la cattura accidentale delle tartarughe dovuta ai palangari il progetto TartaLife promuoverà l’uso degli ami circolari in tutte le marinerie italiane interessate da questo tipo di pesca. Infine per  evitare le interferenze delle tartarughe con le reti da posta, il progetto Tartalife sta sperimentando un dispositivo luminoso in grado di allontanare le tartarughe dalle reti.  

L’Info Day sarà anche l’occasione per parlare di SharkLife, progetto Life di cui è capo fila CTS, e di Operazione Squalo Elefante, realizzato con il contributo della Fondazione Principe Alberto II di Monaco, due progetti che hanno a cuore il destino degli squali nel Mediterraneo in un periodo dell’anno come questo in cui si aspetta il passaggio degli squali elefante a nord della Sardegna.  

TartaLife è cofinanziato anche dalla Regione Marche, dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ed è promosso nelle 15 regioni italiane che si affacciano sul mare. Capofila del progetto è il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) – Istituto di Scienze del Mare di Ancona che coordina le azioni degli altri 8 partner coinvolti: Provincia di Agrigento, Ente Parco Nazionale dell’Asinara, Fondazione Cetacea, CTS Centro Turistico Studentesco e Giovanile, Area Marina Protetta Isole Egadi, Legambiente, Area Marina Protetta Isole Pelagie, Consorzio Unimar Società Cooperativa.

 


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