No del Tar: bocciato il mega viadotto di Poggio dei Pini

Un successo per la Cooperativa il comitato No Viadotto contro il nuovo ponte voluto dalla Regione sul Rio San Girolamo a Capoterra. I giudici amministrativi bacchettano la Sovrintendenza per il parere favorevole rilasciato

Bocciato il mega viadotto di Poggio dei Pini. C’è il no del Tar. Un successo per la Cooperativa Poggio dei Pini, difesa da Gianmarco Tavolacci e il comitato No Viadotto contro  il nuovo ponte previsto presso il lago di Poggio dei Pini a Capoterra, proposto dalla Regione (e appaltato alla ditta Metassociati di Macomer) nell’ambito delle opere di sistemazione idraulica del Rio San Girolamo – Masone Ollastu, necessari in seguito dei tragici eventi alluvionali che hanno colpito il territorio di Capoterra nell’ottobre 2008, per i quali fu dichiarato lo stato di emergenza.  L’opera è troppo impattante, secondo i giudici, sul contesto naturalistico e ambientale di pregio della zona.

I giudici amministrativi bacchettano la Soprintendenza  il cui parere sul progetto “si caratterizza non solo per la insufficiente valutazione dei profili di compatibilità tra il progetto presentato e i valori paesaggistici implicati, ma anche per la intima contraddittorietà tra le considerazioni…e la conclusione formulata dal Soprintendente nel senso di non ravvisare «elementi ostativi alla realizzazione dell’opera»…Quando nel parere reso dalla Soprintendenza si sostiene, in premessa, che «la soluzione proposta […] non appare soddisfacente in relazione all’inserimento paesaggistico delle opere», in effetti si profila una ragione da sola sufficiente a motivare l’espressione di un parere contrario alla realizzazione dell’opera, essendo escluso che la Soprintendenza debba farsi carico di una comparazione dell’interesse paesaggistico (unico interesse attribuito alle sue cure) con altri interessi contestualmente presenti nella vicenda. Una deviazione da tali principi concretizzerebbe un vizio di eccesso di potere per sviamento, ovvero una classica ipotesi di esercizio del potere per una finalità diversa da quella prevista dalla norma. Il che sembra ricorrere nel caso di specie, quando la Soprintendenza pone in comparazione «l’inserimento paesaggistico delle opere» (che attiene alla tutela del paesaggio) con la mancanza di alternative alla soluzione proposta (che attiene a interessi diversi e non affidati alla Soprintendenza)”.

“Il Tar demolise il viadotto di rara bruttezza, Poggio dei Pini è salva. Per ora. Il Tar Sardegna ha dunque accolto il nostro ricorso. Prima di fare una disamina delle motivazioni, riteniamo corretto ringraziare preliminarmente i Consiglieri di amministrazione Sanna, Madeddu, Manunza, Arizio, Atzeni e Nurchis, che hanno formalmente proposto in Cda la delibera, votando a favore unitamente ai Consiglieri Rais e Mannoni (la delibera contro il viadotto è stata infatti approvata a maggioranza, con l’astensione del presidente Anedda e dei Consiglieri Onnis Cugia, Olla, Zurrida e Siddi e con il voto contrario del Consigliere Monni). Dobbiamo però dare atto che, successivamente, anche il presidente Anedda ed i Consiglieri Onnis Cugia, Olla, Zurrida, Siddi e Monni hanno convintamente appoggiato la causa contro il viadotto, fornendo tutto il loro apporto e supporto. Un sincero ringraziamento deve essere certamente riconosciuto agli avvocati, che con grande perizia e professionalità hanno patrocinato il ricorso (Mauro Barberio per il Comitato, Gianmarco Tavolacci per la Cooperativa ed Antonio Avino Murgia per il Comune). Ringraziamo inoltre il Sindaco, l’Assessore dei LL.PP Silvano Corda ed il Consiglio comunale di Capoterra per aver sostenuto con coraggio questa battaglia, unitamente al Presidente ed al Comitato esecutivo della Cooperativa che hanno accolto la nostra istanza, patrocinando le spese legali per la partecipazione “ad adiuvandum” del Comitato nel ricorso n. 802/2017. Ma il più grande ringraziamento va agli abitanti di Poggio dei Pini, che fin dal principio con passione ed abnegazione hanno difeso la straordinaria bellezza della vallata di Poggio dei Pini”.