Tango Nuevo Revisited con Javier Girotto Trio a Cagliari, Alghero e Sassari

Nell’Isola il “Tango Nuevo Revisited” di Javier Girotto in trio con Gianni Iorio al bandoneon e Alessandro Gwis al pianoforte e electronics

Viaggio sul filo delle note di “Tango Nuevo Revisited” con il sassofonista argentino Javier Girotto in trio con Gianni Iorio al bandoneon e Alessandro Gwis al pianoforte e electronics, protagonisti giovedì 7 marzo alle 21.30 al Jazzino di Cagliarivenerdì 8 marzo alle 22.30 al PocoLoco di Alghero e infine sabato 9 marzo alle 20.30 a Il Vecchio Mulino di Sassari sotto le insegne del Jazz Club Network firmato CeDAC nell’ambito del Circuito Multidisciplinare dello Spettacolo in Sardegna.

Sbarca nell’Isola il nuovo progetto musicale del poliedrico artista di Cordoba, ispirato allo storico e felice incontro tra il fondatore del tango nuevo Astor Piazzolla e il maestro del cool jazz, il sassofonista Gerry Mulligan, da cui nacque l’album “Summit – Reunion Cumbre” – in una folgorante sintesi tra due universi sonori, con la fusione tra lo spirito del tango e gli stilemi della musica improvvisata.

“Tango Nuevo Revisited” è tema e titolo del concerto, costruito sulla falsariga dell’omonimo disco (inciso per la ACT) in cui lo Javier Girotto Trio reinterpreta brani come “Close Your Eyes And Listen”“Summit”“Reminiscence”, il celeberrimo “Escualo” e “Years Of Solitude” con la cifra inconfondibile del grande compositore argentino accanto a “Aire de Buenos Aires” e “Etude for Franca” di Gerry Mulligan.

Un’affascinante alchimia tra gli accenti struggenti del “pensiero triste che si balla” trasfigurato da Astor Piazzolla in suggestive melodie e metriche incalzanti e la matrice jazzistica dell’ensemble di musicisti italiani e argentini che hanno preso parte alla registrazione milanese del 1974, accanto agli stessi Gerry Mulligan (sax) e Astor Piazzolla (bandoneon), riproposta in versione quasi “cameristica” sui palchi dell’Isola da Javier Girotto con il suo trio. Un tuffo nella vivace ricca temperie culturale europea della seconda metà del Novecento sulle tracce del disco costruito intorno ai due solisti, con un’orchestra formata da Angel Pocho Gatti (pianoforte, Fender Rhodes, organo Hammond), Filippo Daccò e Bruno De Filippi (chitarre), Pino Presti (basso), un giovanissimo Tullio De Piscopo (batteria e percussioni), Alberto Baldan Bembo e Gianni Zilioli (marimbe), Umberto Benedetti Michelangeli (violino), Renato Riccio (viola) e Ennio Miori (violoncello). Una rilettura fedele all’originale ma anche e necessariamente trasformata e filtrata dalle diverse sensibilità dei tre interpreti, in equilibrio tra virtuosistici assoli e momenti di felice interplay.

Le raffinate atmosfere di “Summit – Reunion Cumbre” si trasformano – da un’idea di Siegfried Loch, fondatore di ACT – nelle variazioni “a tema” di “Tango Nuevo Revisited”: una sfida ardua, quella di ripercorrere il sentiero della contaminazione tra due generi musicali apparentemente lontanissimi, fondendo la passione del tango e la libertà d’espressione del jazz.

Quasi un dialogo a distanza tra due musicisti argentini – Javier Girotto e Astor Piazzolla – entrambi aperti alla sperimentazione e capaci di mediare fra tradizione e innovazione: se l’artefice del tango nuevo ha rivoluzionato il popolare ballo nato per le vie di Buenos Aires, declinandolo in forme inedite anche grazie a varie influenze, senza mai tradirne l’essenza, fin dagli esordi con i Vertiente e i Jazz 440, l’Enzo Piccioni Quartet e il Juan Ciallella Quartet, poi in Italia con gli Aires Tango e la Cordoba Reunion, oltre alle numerose e importanti collaborazioni, Girotto ha saputo fondere le sue radici latine e l’amore per le note improvvisate. 

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Un percorso che inizia in Argentina, per Javier Edgardo Girotto (classe 1965), grazie al nonno materno A.L. Caroli, direttore di banda, con cui scopre la musica e comincia a suonare, prima il rullante, poi il clarinetto e infine il sax: dopo gli studi classici al Conservatorio Provincial De Cordoba frequenta il Berklee College of Music, con maestri come Joseph Viola, George Garzone, Hall Crook e Jerry Bergonzi e intanto ha l’opportunità di suonare con Danilo Perez, George Garzone, Hall Crook, Bob Moses, Herb Pomeroy. Venticinquenne arriva in Italia, e qui alterna le collaborazioni con gruppi di musica latina e ensembles jazzistici: fonda i Tercer Mundo insieme ad Horacio “El Negro” Hernandez, poi i Six Sax, e ancora gli Aires Tango con Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso e Michele Rabbia alla batteria e percussioni in cui si intrecciano “le ragioni del tango e quelle del jazz” – e Cordoba Reunion.

Tra le numerose collaborazioni – quelle con Enrico Rava, Rita Marcotulli, Roberto Gatto, Ralph Towner, Bob Mintzer, Kenny Wheeler, Antonello Salis e Paolo Fresu, Maurizio Giammarco e Danilo Rea e ancora con Nada, Peppe Servillo e gli Avion Travel, con Nicola Piovani e Massimo Carlotto, attori come Arnoldo Foà, Toni Servillo, Leo Gullotta, Lella Costa e Giuliana De Sio, Massimo Popolizio, Fabrizio Gifuni, Valerio Mastandrea, David Riondino e Ivano Marescotti.

“Tango Nuevo Revisited” è un punto di arrivo e di partenza, una nuova avventura artistica sulle tracce di un disco curioso e singolare come “Summit” con due protagonisti d’eccezione quali Astor Piazzolla e Gerry Mulligan, un’occasione per riscoprire la formula del “jazz tango” in una dimensione intimistica con un’antologia di brani emblematici rivisitati alla maniera dello Javier Girotto Trio.

Racconta Javier Girotto nelle note di presentazione: «Era da tempo che volevo contattare l’etichetta discografica tedesca ACT, una delle più importanti nell’ambito jazzistico mondiale. Quando finalmente ho scritto a Siegfried “Siggi” Loch, fondatore e produttore di ACT, lui mi ha risposto accettando la collaborazione per un nuovo progetto con già una sua idea ben precisa in testa, registrare nuovamente il disco che consolidò l’incontro tra l’ultimo innovatore del tango Astor Piazzolla e il jazzista Gerry Mulligan. Inciso nel 1974, il disco ebbe titoli diversi variando il paese in cui veniva distribuito: “Summit”, “Tango Nuevo” e “Reunion Cumbre”, quest’ultimo titolo scelto per l’Argentina. Siggi Loch è molto legato da profondo affetto a questo importante lavoro, incontro del tango con il mondo del jazz, avendone bensì curato la produzione e la distribuzione su scala mondiale.

La sua richiesta mi è sembrata inizialmente un po’ strana… pian piano però l’idea ha cominciato a prendere forma e “gusto” nella mia testa, in fondo “Reunion Cumbre” ha segnato la mia crescita musicale, Piazzolla e Mulligan sono stati fonte di ispirazione sia per comporre che per suonare. Mi sono così convinto che l’intuizione di Siggi era giusta per me.

L’organico che ho scelto, ridotto rispetto alla versione originale con archi e batteria, è sax baritono, bandoneon e pianoforte con elettronica. Con questo spirito cameristico, si è scelto di dare più apertura all’improvvisazione e spazio ad ogni solista.»


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