“Tagli ai laboratori, in Sardegna anche i disabili rischiano di pagare le analisi a prezzo pieno”

L’allarme lanciato da Fabrizio Rodin, presidente regionale dell’ANMIC, l’ente del terzo settore che da quasi settant’anni rappresenta e tutela le persone con disabilità. “La Regione deve intervenire per coprire i costi dopo il taglio del 70% alle convenzioni”


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I rimborsi ai laboratori di analisi e diagnostica convenzionati tagliati del 70% rendono estremamente concreto il rischio che le prestazioni diventino tutte a pagamento, ovviamente a discapito dei cittadini. A lanciare un nuovo allarme è Fabrizio Rodin, presidente regionale dell’ANMIC, l’ente del terzo settore che da quasi settant’anni rappresenta e tutela le persone con disabilità.

“Stiamo seguendo con grande apprensione la protesta dei laboratori medici sulla riduzione delle tariffe per gli esami”, dice Rodin.

Ad agosto 2023, infatti, il governo ha attivato i nuovi LEA senza incrementare i costi a carico del SSN, ma riducendo quelle che erano le tariffe correnti per i vecchi LEA. Ciò comporta che i rimborsi delle prestazioni di diagnostica strumentale riconosciuti ai laboratori convenzionati vengono ridotti e per la diagnostica di laboratorio la decurtazione può arrivare fino al 70%.

“Il fatto che il tariffario previsto non sia remunerativo rischia di provocare l’uscita in massa dei laboratori dal regime in convenzione, con la conseguenza che gli stessi faranno pagare tutte le prestazioni a prezzo pieno. Si verificherebbe una situazione che reputo gravissima” prosegue il presidente regionale dell’ANMIC “perché anche le persone con disabilità che usufruiscono di speciali esenzioni in virtù della propria condizione, si vedrebbero costrette a pagare per intero le prestazioni di cui necessitano”.

“Sappiamo bene che il sistema sanitario regionale si regge sul grande apporto delle strutture convenzionate, soprattutto per quanto concerne le analisi di laboratorio. Una situazione come quella descritta comporterebbe che chi, che per ragioni economiche non può sostenere le spese delle prestazioni laboratoriali in regime tariffario privato, sarebbe costretto a non sottoporsi a esami che, in molti casi, sono indispensabili per la gestione della propria condizione di disabilità”.

“Mi auguro che la Regione Sardegna eserciti la propria autonomia e determini entro il 31 marzo, termine ultimo previsto dal Governo, un tariffario che copra i costi sostenuti dai laboratori” conclude Fabrizio Rodin “In questo modo si potrà proseguire con l’attuale regime e sarà garantito l’accesso alle prestazioni alle fasce più fragili della popolazione sarda”.


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