Sulle tracce di Moby Dick con “Una tazza di mare in tempesta”

Cagliari, Teatro Massimo

Un ideale viaggio a bordo del Pequod sulle tracce della Balena Bianca con “Una tazza di mare in tempesta”, raffinato e intrigante spettacolo/ installazione ideato, diretto e interpretato da Roberto Abbiati – in cartellone giovedì 5 febbraio dalle 9 alle 13.30 e venerdì 6 febbraio dalle 9 alle 12.30  (con identica formula) al Teatro Massimo diCagliari (in Sala Prove) per la Stagione di Teatro Ragazzi 2014-15 del CeDAC (nell’ambito del XXXV Circuito Teatrale Regionale Sardo con lo slogan “Giù la Maschera!”).

Ispirata a “Moby Dick” di Herman Melville – uno dei capolavori della letteratura ottocentesca, romanzo epico e filosofico, summa del sapere enciclopedico e insieme narrazione di una straordinaria avventura marinaresca – la performance diRoberto Abbiati, in scena con Luca Salata e Alessandro Calabrese, racchiude in poco più di 15 minuti di poesia, tra parole e visioni e le suggestioni sonore di Fabio Besana, l’intera trama di un’animata e incessante caccia al temibile capodoglio.

Un progetto originale – adatto a un pubblico di ogni età, da 5 ai 90 anni – per evocare attraverso la magia del teatro, la storia del giovane Ismaele, imbarcatosi su una nave baleniera per sete di conoscenza e amore per l’imprevedibilità degli oceani: dall’incontro con il ramponiere Queequeg, a quello con il misterioso capitano Achab, impegnato in una sorta di guerra personale contro il mostro marino che l’ha storpiato, alla cronaca di una spedizione di caccia dall’esito imprevedibile ma comunque fatale.

“Moby Dick” – opera emblematica del “Rinascimento americano” – descrive il drammatico e impari confronto tra uomo e natura, in un ennesimo tentativo di una delle creature abitanti sul pianeta di vincere la forza degli elementi e piegare le altre specie al proprio volere: tra le righe affiora il sentimento dell’immensità del mare, e il variegato equipaggio del Pequod offre un vivido affresco di varia umanità, su cui spicca il netto contrasto tra la saggezza e l’abilità del primo ufficiale Starbuck e la folle determinazione di Achab, deciso a inseguire i propri incubi.

 

Una tazza di mare in tempesta” è una poetica e folgorante sintesi del romanzo, che si traduce in esperienza multisensoriale per i fortunati spettatori (15 – al massimo 20 alla volta), in un’autentica “immersione” nelle atmosfere del libro di Melville: uno spettacolo incantevole ed emozionante che trasfigura la materia letteraria, rende vivi e veri i personaggi del racconto e coinvolge l’intero “equipaggio” in fantastiche avventure. Quasi un sogno ad occhi aperti, un itinerario tra le pagine dense di riflessioni e aneddoti, per rispecchiarsi e riconoscersi almeno in parte nel protagonista e nei suoi compagni di avventura, fin quasi a percepire l’aroma salmastro, il vento sferzante e l’ondeggiare della chiglia, e riscoprire – insieme ad Ismaele – il fascino della vita marinara.

Già protagonista – insieme a Leonardo Capuano – del fortunato “Pasticceri”, in tournée nell’Isola sotto le insegne del CeDAC, il poliedrico Roberto Abbiati ritorna in Sardegna con “Una tazza di mare in tempesta”, una performance teatrale / installazione che trasporta sulla scena, o meglio “nella” scena l’avvincente racconto di Melville. Un piccolo gioiello – uno spettacolo prezioso – che offre più di un pretesto per riscoprire una delle opere fondamentali della letteratura del XIX secolo in tutto il senso universale di un epico scontro fra l’uomo e il mare – e le sue creature – con intatto spirito di avventura.

 

Per saperne di più: http://www.robertoabbiati.it

 

 

 

 

  

SCHEDA DELLO SPETTACOLO

Gorgonzola Dream

Una tazza di mare in tempesta

di Roberto Abbiati

 

con Roberto Abbiati e Luca Salata e Alessandro Calabrese

musiche e registrazioni a cura di Fabio Besana

scenografie costruite nei laboratori di scenotecnica di Armunia

 

Lo spettacolo

 

Il mare. Che mare?

Il rumore del mare. Cosa ti fa venire in mente il rumore del mare?

Il Moby Dick di Melville. Un libro. Tutto il mare in un libro.

S’accende qualcosa ogni volta che lo si prende in mano, il libro, e allora poi si comincia a immaginare in grande, balene, velieri, oceani, via, le cose più esagerate.

 

“Una tazza di mare in tempesta”,

una piccola installazione, una piccola performance,

per poco pubblico che assista a piccoli oggetti che evochino grandi cose.

Tutto rubato da Melville, per pochi minuti.

Come se si fosse nella stiva di una baleniera. Tutto qui.

 

Per un numero massimo di 15 spettatori.

Durata: 15 minuti..

 

Il Libro

Un tentativo di Matteo Codignola edito da Adelphi racconta dettagliatamente le vicende dello spettacolo, con un prologo ed un divertente epilogo.

 

 

Le recensioni

Alessandra Iadicicco su Il Giornale

Si annuncia timidamente come «Un tentativo», ma è un trucco riuscito, uno strano prodigio, un piccolo miracolo. Il suo artefice, o prestigiatore, Matteo Codignola, estrae una balena da una scatola. Guardatela bene: è inconfondibile, è proprio Moby Dick. Stava chiusa in una gabbiotto, uno scatolotto di legno, lungo quattro metri, alto e largo due, in cui il genio teatrale di Roberto Abbiati l’ha ridotta a uno spettacolo di 15 minuti per 15 spettatori offerto come Una tazza di mare in tempesta

 

Ruggero Bianchi su La Stampa

Non ho visto il Moby Dick di Roberto Abbiati, la performance/istallazione alla quale Matteo Codignola dedica Un tentativo di balena; ma la cosa non è grave, dato che l’autore stesso confida di essersene innamorato grazie a Carlo Mazzacurati, che gliel’ha raccontato senza averlo veduto, inducendolo così a «immaginarselo» prima e poi a «inventarsi un altro modo di restituirlo». Un procedimento sostanzialmente corretto, trattandosi di uno spettacolo concettual/minimalista condotto all’interno di una stanza/scatolone che coincide con il cranio/cervello/mente del suo indefinito creatore, sia esso Abbiati o Melville, Ishmael o Ahab, l’autore o il lettore, il performer o ciascuno dei quindici spettatori ammessi a ogni replica.

 

Cristina Taglietti da Il Corriere della Sera

Si può mettere Moby Dick anche in una scatola. La gigantesca balena, con tutto il peso dell’ immaginario che si porta dietro non ne soffrirà, abituata com’ è alle riduzioni che editoria, cinema, teatro ne hanno fatto nel corso degli anni. Al Festivaletteratura, che si è aperto ieri a Mantova, Moby Dick ci sarà, protagonista di uno spettacolo che, in quindici minuti e per quindici spettatori alla volta, ne racconta la storia per intero. Si intitola Una tazza di mare in tempesta ed è una performance ideata e messa in scena dall’ attore e autore brianzolo Roberto Abbiati. In una scatola di quattro metri per tre, Abbiati racconta il classico di Melville servendosi di pochi oggetti: disegni, sculture, lampadine. Lo spettacolo ha ispirato a Matteo Codignola un bizzarro racconto che Adelphi manda in libreria in occasione di questo appuntamento con il Festival e che, almeno in parte, si presenta come un singolare programma di sala, illustrato con i disegni di Abbiati.

 

 

 

Roberto Abbiati

 (cv… d’artista)

Artista eclettico, attore e autore (nonché suonatore di cornamusa) Roberto Abbiati – nato a Seregno (classe 1958) – lavora per il Teatro alla Scala in qualità di mimo nell’opera “The Flood” con la regia di Peter Ustinov, nel frattempo impara a suonare la cornamusa.

Fonda con Bano Ferrari e Carlo Pastori il Teatro d’Artificio, e gira con loro a far spettacoli. Fonda, oltre che con gli amici del Teatro d’Artificio, con Walter Muto e Franco Svanoni il gruppo musicale Badalabanda, e realizza un CD in cui suona la cornamusa.

Con la regia di Bolek Polivka recita in “La vera storia di Biancaneve” e “I love Canberra” pur non parlando una parola di ceco, partecipa al programma televisivo “Manèz” come ospite di Bolek Polivka. Diventa amico di Bolek Polivka.

Partecipa come porcellino allo spettacolo “I tre porcellini” di Giampiero Pizzol, per la regia di Carlo Rossi.

Con il Teatro d’Artificio recita nello spettacolo scritto da Francesco Niccolini “The clown Shakespeare company” A questo punto con l’amico Francesco si trova spesso per ragionare su nuovi progetti, uno di questi è l’ambiziosa riscrittura e messa in scena del “Riccardo III” di Shakespeare. Lo spettacolo ha per titolo “Riccardo l’Infermo, il mio regno per un pappagallo” e ha debuttato nel 2001 al festival di Sucre in Bolivia, organizzato dal Teatro de los Andes.

Fonda con un gruppo di disabili la compagnia “Yorik Spettacoli” per fare spettacoli, e li fa.

Trova una storia straordinaria come quella della prima giraffa di Francia, e ne fa uno spettacolo, Il viaggio di Girafe che porta tutt’ora in giro in Italia e all’estero (Marsiglia, Tolone, Edimburgo e al Dublin Theater Festival) con una piccola tenda e un paio di amici che sono anche bravi attori Alessandro Calabrese e Luca Salata.

“Pasticceri, io e mio fratello Roberto” con Leonardo Capuano debutta al festival Inequilibrio di Castiglioncello fa un sacco di repliche in un sacco di festival ed è molto recensito.

Roberto Abbiati ha fatto anche un film che si chiama “La giusta distanza” di Carlo Mazzacurati.

Dalla passione per “Moby Dick” nasce lo spettacolo veramente originale, non per altro, ma semplicemente perché dura 15 minuti ed è per 15 spettatori, dal titolo “Una tazza di mare in tempesta” e con questo lavoro va a ritirare a Fiesole, ridente cittadina collinare alle porte di Firenze, il premio Fiesole per le arti.

Dall’attenta osservazione dello spettacolo nasce invece un libro “Un tentativo di balena” edito da Adelphi e l’attento osservatore è lo scrittore Matteo Codignola, Abbiati invece fa le illustrazioni che sono sparpagliate nel libro.

“L’Albero della cuccagna” con Renata Palminiello e Leonardo Capuano, debutta al Festival Inequilibrio.

Roberto Abiati ha fatto un altro film sempre con Carlo Mazzacurati dal titolo “La Passione” e si è imbarazzato molto e divirtito altrettanto attrversandos di corsa “red carpet” alla 67 Mostra del cinema di Venezia

Con Marco Tulio Giordana “Romanzo di una strage” e con Luca Miniero “Benvenuti al nord”

Abbiati fa il teatro anche a Salvador de Bahia, nel senso che lo ha costruito, in uno dei quartieri più violenti della città. La Jolefilm ha deciso di seguire questo lavoro producendo un documentario e allora con Erica Barbiani e Vera Tomasin di Videomante ci sta lavorando.

Prodotto dai Teatri di Reggio Emilia, il nuovo spettacolo “Lo stampatore Zollinger” tratto dal romanzo di Pablo D’ors, Le avventure dello stampatore Zollinger, con Marino Zerbin e Matteo Rubagotti.

E’ nel film di Eugenio Cappuccio ,”I delitti del Bar Lume” con Massimo Paganelli.

Con il contributo dei “Teatri del Sacro” va in scena “La radio e il filo spinato” con Luca Salata. Testimonianze, immagini e poesia di Mario Vighi sulla vita di padre Massimiliano Kolbe, morto ad Auschwitz.

Con Maurizio Lupinelli ed Elisa Pol, lo spettacolo “Carezze” debutta al festival Inequilibrio e Zona Franca. Lo spettacolo è delicatamente pensato per l’infanzia.

Roberto Abbiati è sostanzialmente un cuoco che suona la cornamusa.


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