Suicidio della prof a San Vito, la Direzione Scuole: motivi personali

Il dirigente dell’ambito territoriale scolastico Luca Cancelliere: suicidio strumentalizzato per una polemica politica nei confronti della Buona Scuola di Renzi. Cagliari Online invece conferma: stretti familiari della donna hanno affermato davanti a testimoni diretti che la donna temeva di perdere il posto di lavoro con il piano di Renzi. La notizia è stata confermata anche dalla Nuova Sardegna. Esplode la polemica

Esplode la bufera sul suicidio della prof a San Vito. In una nota diffusa oggi, il dirigente dell’ambito territoriale scolastico di Cagliari Luca Cancelliere parla di strumentale polemica politica sul decreto “buona scuola”, affermando che il suicidio della donna non era legato a motivi professionali. Cagliari Online al contrario conferma: sono state infatti fonti dirette, dalla famiglia della donna, a confermare che temeva di perdere il posto di lavoro. Notizia confermata anche dalla Nuova Sardegna nell’articolo del corrispondente locale Bulla. Queste le parole riportate dalla Nuova Sardegna che conferma la notizia di Cagliari Online smentendo invece il Ministero: “ Un’insegnante precaria si è tolta questa mattina la vita impiccandosi ad un albero nel cortile della casa dei genitori dopo aver ingerito una grossa quantità di farmaci. 

La vittima insegnava in una scuola superiore della zona. Era fortemente preoccupata per il suo futuro professionale. Pare fosse vicina a perdere il posto perché era delle ultime in graduatoria”. Il ministero renziano invece smentisce: “Nella giornata di ieri questo Ufficio ha appreso la notizia del suicidio di una docente di questo Ambito Territoriale di cui, per motivi di riservatezza si omette di riportare il nome, spiace dover riscontrare che un così triste episodio- spiega invece Luca Cancelliere – cui dovrebbe accompagnarsi un riservato e misurato cordoglio, sia stato strumentalizzato per una polemica politica nei confronti della legge 107/2015.

Il suicidio della docente è stato infatti collegato al suo presunto stato di docente precaria e – contraddittoriamente – alla possibilità di un suo imminente trasferimento. In realtà la professoressa che insegnava nella scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo di Villasimius, era:

1.       Docente di ruolo a tempo indeterminato titolare presso il suddetto istituto e non precaria;

2.       Non interessata da potenziali trasferimenti d’ufficio in quanto, nell’Istituto Scolastico di appartenenza, non risultano soprannumerari.

Risulta pertanto che il tragico evento sia dipeso da motivi non legati alla funzione docente ma di natura squisitamente personale, di fronte ai quali, l’unico contegno possibile, è quello di un rispettoso riserbo e di una composta e silenziosa partecipazione al dolore dei familiari della deceduta”.


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